Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LUCERA
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1923
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Emesto Pontieri
di gente di piazza; infine gli esercenti professioni liberali (professori, medici, avvocati), spesso proprietari anche loro, i quali erano come i corifei dell'opinione pubblica locale. Tutti questi, in diversa misura, vedevano nel capovolgimento del regime statale un inalzamento di livello sociale e finalmente un'ascensione, -d'ella loro classe al potere, la quale sarebbe così divenuta la vera arbitra delle sorti della città.
Preferiamo tacere dei dissapori da parecchio vigenti in seno alle famiglie lucerine: essi furono sopiti, nei momenti della preparazione, fra coloro che un solo intendimento infiammava; o sembrarono di riacutizzarsi, per bisogno di difesa, quando la reazione borbonica minacciò di abbattersi su chiunque, senza distinzione. Bel resto non va inteso che proprio tutta la borghesia lucerina apertamente scendesse in campo per la libertà del suo Paese, nel 184S. E probabile che alcuni restassero retrivi per contrasto ad altri, invasati di novità. Questo non fa meraviglia, quando si badi alla rudimentale educazione della borghesia dell'Italia meridionale alla lotta politica. Anche oggi in molti dei nostri paesi, gli stessi umori alimentano la formazione dei partiti locali se tali possano chiamarsi all'inizio delle battaglie elettorali per le elezioni politiche o amministrative. Mutano, per coneludere, i tempi, ma gli uomini sono sempre gli stessi, fino a quando non si provveda ad un radicale rinnovamento della coscienza politica meridionale. E, come nel 1848 la mancanza di unità in mezzo alla borghesia fu una delle cause che accelerò il tramonto delle libertà costituzionali e il ritorno all'antica servitù, così, oggi, la stessa mancanza di compattezza fra i diversi gruppi del partito liberale offre il campo aperto alla preponderanza dei partiti rivoluzionari.
Tutto sommato, dunque, solo un discreto nucleo della borghesia lucerina, pervaso di pura idealità, si battè, senza timori, fino all'ultimo, e scontò col carcere la fiamma del suo entusiasmo; un'altra parte, pur simpatizzante per il trionfo della santa causa, contenta com'era di quieto vivere, stimò prudente restarsene spettatrice passiva; un'ultima parte e fu la più.numerosa si protestò devotamente fedele alla Casa regnante, a Ferdinando H, ch'era stato prodigo di benefici verso la fedelissima Lucerà.
Grli è che la nostra, fra tutte le città di Capitanata, era particolarmente accetta a re Ferdinando. Questi, pur di fronte all'eterna aspirazione di Foggia, le aveva confermata la secolare