Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <401>
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J fatti Lucertoli del 1848 r 401
prerogativa di essere la sede degli affari giudiziari e degli studi dell'intera provincia. Ora, se con tali segni di sovrana beneme­renza veniva ad acuirsi il vieto municipalismo con Foggia uno dei tanti municipalismi cosi dannosi alla causa italiana , al contrario cresceva l'importanza di Lucerà, alla quale, ancora una volta, restava il vanto d'essere il centro animatore delia vita ci­vile della regióne.
In essa Ferdinando II era conosciutissimo. Di già, se è vero quel che narra il De Cesare nella popolare Fine d'un Regno, egli teneva ad essere uno dei latifondisti del Tavoliere; e, quasi ogni anno, in borghese, con stivaloni e grossa mazza ad uncino, si recava alla fiera di Foggia, ove comprava cavalli dai proprietari della contrada, che conosceva a nome uno ad uno, ed a loro ven­deva i prodotti delle sue tenute di 8. Cecilia e di Tressanti. Certo, in occasione eli tali viaggi, con quei tratti di eccessiva bonarietà che lo distinguevano e che son propri del tipo napoletano, egri po­teva accarezzare i maggiorenti locali e rinvigorirli nella fedeltà al trono, come gli era agevole rinfocolare l'attaccamento delle mas­se, sulle quali agisce, più che altro, la parvenza degli atti esteriori. A Lucerà, ad esempio, il popolino era orgoglioso della devozione che il re professava per il famoso simulacro di S. Maria Patrona, come del resto verso tutte le immagini celebrate del suo Eegno.
E sì che Ferdinando II dovette esser molto sodisfatto, quando potè dare il regio assenso alla bolla pontificia che desti­nava, ai principi del '47, monsignor Jannuzzi, suo amico personale, alla sede vescovile di Lucerà. Era, quella del Jannuzzi, una figura singolare di vescovo. Animato da vero spirito religioso, pieno di zelo, sentiva tutto il peso della sua missione pastorale. Dovunque accorreva a confortare dei dolori, ad asciugare delle lagrime, a beneficare degl'infelici, a richiamare sulla via dei traviati: si dice che arrivasse a penetrare financo in case di equivoca moralità per ricondurre alla grazia, come la Maddalena del Vangelo, le femine ivi allogate. Pure, malgrado tanta perfezione sacerdotale, egli era il più focoso dei retrivi: -assolutista intransigente e appassionato sostenitore dei Borboni nella sua diocesi, tale restò, fino a quando la rivoluzione vittoriosa non li ebbe addirittura cacciati dal trono di Napoli. Ed allora anche lui, forse non con la de­bita riconoscenza da parte del suo popolo, fu costretto ad ab­bandonare la sede vescovile, donde stette lontano ben sette anni.
Adunque la venuta di monsignor Jannuzzi a Lucerà contri-