Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <408>
immagine non disponibile

408
Ernesto Pontieri
chico-costituzionale, prima ancora che si parlasse dell'evenienza di una Costituzione, o come se le sorti del Regno di Napoli, o dell'Italia, dipendessero da un colpo di grazia lucerino? E invano, ci dicono i documenti, per diverse sere, a casa Melchiorre, D. Giu­seppe Iliceto si era sforzato a persuadere i suoi amici tenaci su VmuMUià della repubblica, e sulla convenienza di badare ai bisogni più incalzanti dell'ora. Gli è che questi amici della libertà pur­troppo non sanno guardare al di là della cerchia cittadina, e molto volentieri s'illudono sulla compartecipazione dei loro conterranei all'imminente rivoluzione. Al contrario questi erano così indif­ferenti, che parve un miracolo il risveglio che su loro produsse la notizia della Costituzione concessa.
LA COSTITUZIONE A LTJCEBA.
Questa famosa Carta, così sospirata e finalmente ottenuta, ebbe la virtù di scuotere il grosso pubblico lucerino, come tutte le altre popolazioni dell'Italia del mezzogiorno. Avevano sentito da un gran pezzo parlare di essa: e si narrava come molti aves­sero sacrificata perfino la vita, pur di ottenere la concessione di quella, che dai liberali veniva prospettata come il tesoro più pre­zioso che i popoli possano acquistare. Dunque essa era final­mente arrivata!.. Dunque l'età nuova già principiava!..
Ora, per intendere la mancata partecipazione delle folle me­ridionali agli avvenimenti più drammatici del 1848, non bisogna trascurare, come spesso è stato sin'ora fatto, la formazione psico­logica, lo stato d'animo popolare, durante quella memoranda epoca della nostra storia. Esaminando di volo codesto intimo collettivo, noi vi ritroviamo tre momenti di coscienza, che sono ben diversi l'uno dall'altro. Un primo momento è d'indifferènza e di tacita attesa, e coincide con i tempi che immediatamente precedono la promulgazione della Costituzione. Segue un periodo di calda illusione, prodotta dalla notizia che il Ee ha finalmente elargito lo Statuto ai suoi popoli. In ultimo, una crescente di­sillusione avvince gli animi, quando si constatò che le libertà costituzionali non erano apportatrici di beni materiali, come si era detto; e di lì a poco lo sconforto e l'avvilimento, dopo la giornata del 15 maggio e l'incalzante reazione.
In conseguenza, è naturale che la Costituzione, dipinta com'era stata con i più rosei colori, si presentasse alle folle