Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <823>
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Bibliografia 823
bevo in patria, pur non accettando iii Coscienza le nnoveliberta inolia?* cMcUe-savoiarde, partecipò sempre direttamente o indirettamente alla Sita politica, aquilana, dotf'fjpjiò nomo. jteHetÉo, non Jpnunè quando potè esplicale le sue rare facoltà d'organizzatore ifrolmdonarlo, in ispecie noi 1867, E scrivendo appunto degli avvenimenti di quell'anno tragico, nel quale si tentò tutt'aftaio che di risolvere il duello dranima-lgo; H lat a?ivoluzione e la monarchia intorno alla questione romana, Tautrice esce dallo stretto campo della biograna del Marrelli e, aiutata da buona cultura storica sulle vicende generali del tempo preso a stu-diare, inizia con sicura risolutezza il raggiungimento dello scopo più im­portante del suo lavoro : far chiara luce sul soccorso dato dalla provinola dell'Aquila al tentativo garibaldino contro 1' ultimo potere temporale della Chiesa.
Nella seconda metà di maggio dell'anno di Mentana, il general Ga­ribaldi raccómaiidavn,; con lettera, al Marrelli di adoperarsi alla vendita dei famosi vaglia vommvi. emessi dal Centro tVEmigrazione, creando cosi implicitamente l'antico prigioniero del Borbone, capo del movimento pre­paratorio alla futura fusurrezione da iniziarsi anche nelle provincie abruz­zesi contro .gli Stati del papa. Il Marrelli mise in opera la sua influenza per l'emissione di quei buoni, che d'altronde, come è noto, ben poco da per tutto fruttarono j nel mese successivo invece, quando si :trfeò di far accorrere i giovani dell'Aquila alla frontiera pontìiicia, ìli vfeegbììo repubblicano, eccessivamente scrupoloso nell'osservanza -dei dogmi maz­ziniani, credette suo dovere di chiedere l'autorizzazione al grand1 Esalo per procedere oltre* nel lavoro patriottico, ma presumìbOmente con une monarchico. Ad un amico il Marrelli scriveva:: Accettando ikmfo che mi faceva il generale Garibaldi, ho voluto anche asdcurarmi se l'opera sua era di accordo con Mazzini,, mi si rè risposto affermativamente.
Xi! aiuto sincero e incondizionato del Marrelli all' impresa era tanto indispensabile .0 capi garibaldini abruzzesi che per togliere ogni precon­cetto di parte dalla mente dell1 indomabile seguace dei Mazzini, il co­lonnello Federico. Salomone, sul unire del luglio, quasi l'apostrofava per lettera in questo modo : Quando si vuol fare decisamente, le velleità devono scomparire
Da quel giorno democi'ftzia aquilana fa tutta di un solo pensiero, fatta per Garibaldi contro Roma dei péti , Qui l'autrice racconta, in base a documenti anche nuovi, l'organizzazione dei volontari aquilani, non sempre perfetta, e i movimenti spesso nocivi all'obiettivo prin­cipale, cioè l'azione contro Bornia dei molti capi garibaldini dell'Abruzzo, capi spesse volte improvvisata li per li. La prof/"1 Bruno dice infine, in brevi pagine, dello slancio patriottico di pochi e la vile tuga di molti sul campo di battaglia. Ma, francamente, non è tanto la narrazione ai-