Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LUCERA
anno
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1923
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411
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1 fatti Lucertoli del 1848 411
ffhesi, piccoli proprietari e impiegati, assolutamente inesperti di norme di vita politica. Massoni dì vecchia data e già carbonari, imbevuti d'idee mazziniane e radicali in maggioranza, s'erano messi a cospirare con }o scopo di abbattere il trono di Ferdinando e d'instaurare la repubblica.
Ma troppo tardi s'erano accorti che l'opinione pubblica di Lucerà era poco tenera verso di loro, sospettati autori di didisgrazie alla città. È agevole-piudi comprendere come assai scarsi dovessero essere i frutti della propaganda rivoluzionaria di codesto centinaio, o poco più, di cospiratori, in mezzo ad una massa informe di circa 12 mila anime. Vani riuscirono i loro sforzi, per far comprendere la necessità ideale d'avere una patria, una e libera; e poco meno che vani furono i tentativi di suscitare il sentimento della redenzione su quegli spiriti, da tempo proni e conformati alla servitù.
D'altra parte i dissapori sorti fra gli stessi liberali, infaustamente si ripercussero in un'ambiente ristretto, retrivo e, come ogni piccolo centro, pettegolo, qual'era la Lucerà d'allora. E già qualcuno andava in mala fede insinuando, in mezzo al popolino, che quelle briglie fra i liberali derivassero dalla brama che tutti avevano di far da padrone. Al contrario, come dirò, si trattava di altro.
Era giunta la volta di organizzare anche a Lucerà una sezione della Guardia Nazionale, Ora, in virtù della circolare del Direttore Generale della Polizia del Begno agl'Intendenti delle province, la Guardia Urbana di Lucerà doveva, a simiglianze delle -altre, trasformarsi in Guardia nazionale, pur aggregando-visi nuovi elementi. Fin qui, tutto tranquillamente. Invece i dissensi apparvero, allorquando bisognò eleggere i comandanti di quella sezione già costituita. Primordi di ambizioni e di cacce borghesi al potere !.. Per fortuna il buon enso del Melchiorre prevalse. Egli appianò ogni cosa, diradando, per quel momento, qualsiasi rancore fra i suoi amici; e tranquillizzò inoltre la cittadinanza allarmata, facendo rimettere al sicuro quegli elementi torbidi, i quali, escarcerati insieme con i pochi condannati politici, sediziosamente avevano attentato alla quiete cittadina.
Con una calma relativa furon, quindi, fatte le elezioni parlamentari, e notevole fu il concorso degli elettori alle urne. I Lucermi potevan esser contenti di veder eletto, a secondo scrutinio, con 2838 suffragi, a rappresentante della provincia al Parlamento,