Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LUCERA
anno
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1923
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pagina
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413
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1 fatti Lucerini del X848 413 .
matì emissari a sommuovere le popolazioni, in provincia di Poggia realmente nessun segno di movimento.
J rompere il silenzio di quella contrada e a spronarla all'azione, bisognava ehe venissero, per vie e con fini diversi, due pugliesi di molta reputazione, Luigi Zuppetta e Saverio Barba-risi, entrambi nativi della provincia, e, per giunta, elettivi a deputati, con lusinghiere votazioni, negli ultimi comizi.
Lo ZUPPETTA E ED BABBÀBISI N CAPITANATA,
Luigi Zuppetta e Saverio Barbarisi differivano troppo Pun dall'altro; e se non eccessivamente per vedute politiche, certo molto per l'età che avevano. Entrambi però mancavano da parecchi anni dai loro paesi. Ma l'assenza, per i meriti che s'erano acquisiti con l'ingegno e col lavoro sopra tutto lo Zuppetta , anziché affievolire, aveva accresciuta la stima dei comprovinciali verso di loro, che, come testimonianza d'attaccamento, furono prescelti a deputati nell'Assemblea napoletana del 18-48.
È probabile che, fino al momento a cui siamo pervenuti con la nostra narrazione, sia lo Zuppetta che il Barbarisi non fossero chiaramente edotti del movimento politico della Capitanata. Difatti Napoli era stato il teatro della loro opera liberale. Noi sorvoliamo su questi precedenti, che hanno poco da vedere con la portata del loro viaggio in provincia. Bicorderemo soltanto come fosse stata una rottura col ministro Trova a proposito del rifiuto, da parte di costui, d'un progetto di rimaneggiamento della Costituzione, elaborato dallo Zuppetta , che spinse quest'ultimo a partire, ai primi di maggio, per la Capitanata, col proposito di prepararne l'insurrezione.
E fu durante la permanenza fra i suoi conterranei che il giovine deputato mise a nudo tutta la sete rivoluzionaria, già bollente in quell'opuscolo dal titolo: Le sette contradizioni, che, comunque lo si consideri, vale pochissimo, sebbene il Procuratore Generale del Be a Lucerà, nel suo rapporto del 12 giugno 1849 al Presidente della Gran Corte Criminale di Napoli, lo avesse bollato come la più ingiuriosa e provocatrice leggenda * creata in mala fede per sollevare i popoli contro l'ordine costituito .
Epperò lo Zappetta, nel '48 non fu diverso da quelle persone intelligenti, ma indisciplinate in fatto di politica, le quali, pur di raggiungere i loro intenti, per norma radicalissimi, si avvalevano