Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <414>
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Ernesto Pontieri
di ogni mezzo, senza preoccuparsi se avessero ad incorrere in delle incoerenze o a comare delle insinuazioni. Difatti, giunto che fu a Foggia, senza molti scrupoli, trovò a dire ai suoi amici, convenuti a casa Eispoli, che Ferdinando H, come l'avo nel 1820, era deciso, con l'intervento degli Austriaci, a sopprimere, quanto prima, la Costituzione. Forse lo stesso avrà ripetuto agli amici di Lucerà, nella breve dimora che vi fece d'una giornata (9 mag­gio), e precisamente la mattina antecedente l'accennato convegno di casa Eispoli a Foggia. Se non che gl'intendimenti del giovine invasato approdarono nel vuoto, perchè quei di Grottaminarda, credendolo un banditore di comunismo, lo costrinsero a partire in fretta dalla Capitanata. Era il 12 di maggio.
Intanto il Trova, preoccupato che la tranquillità di quella provincia non dovesse essere turbata dalla presenza colà dello Zuppetta, credette opportuno d'inviarvi, senza indugi, Saverio Barbarisi, con la missione di tener d'occhio il collega deputato e di esortare, con l'autorità che godeva, i corregionali alla calma.
H Barbarisi aveva allora sessantotto anni; era più moderato dello Zuppetta in politica, e dal febbraio ultimo presiedeva al difficile Commissariato di Polizia di Monteealvario, a Napoli
Comunque il Presidente del Consiglio ebbe a fare una cat-' tiva scelta. Perchè il Barbarisi, arrivato che fu in Capitanata, sebbene da principio avesse consigliata la pace, mutò tosto pen­siero. Forse vi contribuì un qualche abboccamento con lo Zup­petta. Certo a Bari prima, che lo aveva anche onorato del man­dato politico, a Foggia poi, movendo calorose censure alla Co­stituzione, mise in rilievo la necessità che questa presentava di radicali riforme. Lo stesso ripetè a Lucerà. Ma dovunque fu poco ascoltato. E quasi scornato per quanto gli era successo a Foggia, dove il funzionante intendente, Fuccillo, per timore di rivolgimenti popolari, lo aveva più. o meno categoricamente in­vitato ad abbandonare la Capitanata, il vecchio deputato ripartì per Napoli, lasciando avvisati d'attendere ulteriori ordini per l'insurrezione della provincia.
In conclusione, è evidente come nessun risultato positivo, se non quello d'eccitare i più esaltati, raccogliessero e lo Zup­petta e il Barbarisi in quei loro viaggi nella Puglia. Le popo­lazioni restarono, com'erano, impassibili. Tanto meno la loro azione fu risentita a Lucerà. Vedremo come anche qui si aspet­tasse un segnale del Barbarisi, per iniziare la rivolta. Il segnale