Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <415>
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1 fatti Lucerini del 1848 415
non venne. Ma, anche se fosse arrivato, l'insurrezione lucerina fatalmente sarebbe morta in sul nascere,
GW ULTIMI ATTI DELLA PBOPAGANDA LUCEBIffA.
Allorché la Federazione delle cinque Province fu costituita, il circolo rivoluzionario di Lucerà, forse d'intesa con gli altri della contrada, delegò uno dei suoi più autorevoli affiliati, An­tonio Viglione, a rappresentare la Capitanata al convegno che doveva tenersi a Potenza. Questi venne e s'indugiò parecchio nel capoluogo della Basilicata, perchè, a quanto pare, in quel convegno si fecero di gran parole, ma nessuna decisione fu presa in riguardo all'insurrezione delle province meridionali. E intanto la Polizia, con le sue indagini, riusciva ad avere in mano i leaders della Federazione. Cosicché il Viglione si trovò coinvolto nella causa potentina e, solo dopo parecchi anni di prigionia, potè ri­vedere Lucerà.
Frattanto quivi, dopo la sua partenza, si era verificato un cumulo di disordini.
Le gravi notizie pervenute dalla capitale, se da una parte avevano allargato il vuoto già aperto intorno ai liberali, dal­l'altro avevano spronati quest'ultimi ad agire, con sollecitudine e senza alcuna chiaroveggenza, dentro e fuori della città. Den­tro, con un'insurrezione mirante a cacciare i funzionari borbo­nici e ad instaurare un governo provvisorio. Fuori, con l'invio d'un contingente di volontari lucerini, i quali, congiuntisi alle truppe spedite dagli altri circoli rivoluzionari del regno, insieme avrebbero marciato su Napoli. Diressero l'arrolamento dei gio­vani lucerini, che appena raggiunsero la sessantina, il prete De Troia e D. Giocondo Pellegrino. Purtroppo questo contributo militare non partì, perchè l'ordine, promesso dal Barbarisi, non venne, essendo stato questo arrestato a Napoli, dorante qoella drammatica seconda metà di maggio del 1848.
E nemmeno l'insurrezione della città ebbe luogo.
Perchè, quando all'ultima ora i cospiratori si guardarono intorno, dolorosamente dovettero constatare che le loro fila s'erano di molto assottigliate, e che l'intera cittadinanza era tott'altra che disposta ad apprezzare la bontà d'un ardimento. Altresì la concordia difettava in mezzo a loro, né v'era un capo che li dirigesse. Proprio allora il vecchio Melchiorre, stremato