Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LUCERA
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1923
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JBSrneato Pontieri
di forze, era morto, col cuore infranto per la rinovellata duplice disillusione: né la coscienza del suo popolo era fatta e né la libertà della patria era raggiunta. Si direbbe che con se, nel sepolcro, Giuseppe Melchiorre si traesse il destino della Propaganda di Lucerà, sulla quale ormai peserà arcigna la reazione.
SOTTO LA BBAZIONB.
E già, prima ancora che essa incominciasse, una vaga paura invase gli animi della popolazione lucerina. Il presentimento di chi sa quali feroci vendette e la voce, a bella posta divulgata, della collera di re Ferdinando, sgomentarono talmente coloro che s'eran lasciati sorprendere da un certo entusiasmo, che verrebbe la voglia di pigliare come atti d'ironia, il deplorare che ciascuno apertamente intendeva fare dell'opero delle sette e il sentito bisogno di distruggerle una buona volta, se non si cono*-scesse la timidezza ingenita di popolazioni, interrottamente devote ad un regime da tempo costituito.
Lo sgomento crebbe, quando pervennero le notizie delle retate d'arresti fatti a Napoli e nelle altre città del regno, del fallimento della rivoluzione della Calabria e del Salento, nonché delle cupe prigioni, in cui si disse fossero stati relegati i rivolu-ssionarì. E diventò addirittura timor panico, allorché a Lucerà furono compiuti i primi arresti, e s'intensificarono le perquisizioni della polizia, e corsero le voci delle lunghe filze di sospetti, compilate in tribunale dai giudici, resi inesorabili, oltre che dagl'incalzanti ordini superiori, dalla necessità di cancellare dalle loro persone le simpatie liberali, nudrite durante le ultime lotte.
Non ci resta dunque che contare a dito i più entusiasti dei patrioti di Lucerà nel 1848, rimasti sulla breccia soli e disorientati di fronte a un baratro, quanto mai sinistro e rabbrividente, e seguirne le ultime tragiche vicende. Essi sono gli esponenti del movimento liberale Incerino, in quella vigilia di libertà; sono i campioni rinnovatori delfanima del loro paese, che dal sacrifizio loro attinse vita e coscienza; sono infine quelli che davvero emersero sulla miseria morale del tempo, che pur vide gli opportunisti dell'ora novissima squagliarsi all'apparire del pericolo, così come oggi, in una non ancora perfetta educazione spirituale delle nostre masse, si squagliano i soliti arrivisti, nelle estreme decisioni del momento,