Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <417>
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Tuttavia, se non stona il constatare l'assottigliato numero dei patrioti lucerini di fronte alla travolgente reazione, è invece oltremodo pungente, rilevare l'esplodere rapido di antichi odii sopiti o di vecchie ruggini paesane a loro danno. Angolosità o antipatie personali, remote inimicizia di parentado o recenti torti da appianare, pettegolezzi o fomentate ire da sodisfare, ogni bizza e qualsiasi rancore, trovarono adeguata estrinseca­zione nella solita denuncia anonima l'orribile, quanto vigliacca, arma di vendetta dei piccoli centri , o nell'accusa dei piti scalmanati rivoluzionari al magistrato. Purtroppo uno o due furono a Lucerà gli accusatori più feroci dei loro concittadini Ma tale accusa non potè essere spregiudicata, perchè i denun­cianti, tutt'altro che sereni, erano provati in quel mezzo di vendetta (1), e perchè, dalle concordi deposizioni di moltissimi lucerini di onorevole reputazione, apparve dimostrata la bas­sezza dei loro sentimenti e la volgarità di lor vita privata. Ma alla giustizia dell'ora questo non riguardava!
L'ASBESTO DEI PATBIOTI.
Quando il Procuratore Generale del Ee presso la Gran Corte Criminale di Capitanata, signor Pepe, ebbe accertati al­cuni degli addebiti gravanti a carico dei liberali lucerini più in vista, ordinò un'oculata perquisizione della polizia a casa Melchiorre e De Troia, e, in pari tempo, spiccò mandato di cattura contro i seguenti:
1. D. Raffaele De Troia fu Antonio, di anni 38, sacerdote;
2. Davide Sorbo di Pasquale, di anni 48, impiegato civile;
3. Luigi Sponzillo fu Antonio, di anni 60, sarto;
4. Michele Mancini fu Antonio, di anni 55, fuochista;
5. Carmine Venditti fu Luigi, di anni 51, negoziante;
6. Domenico Mingerulli fu Nicola, di anni 40, barbiere;
7. D. Paolo Gaiezza di Giuseppe, di anni 35, impiegato civile;
8. Raffaele De Peppo fu Potito, di anni 55, sarto;
9. D. Ettore Viglione di Antonio, di anni 25, avvocato;
(1) Fra l'atro si disse, ed è consacrato nello carte del prooesso, ohe uno degli aconsatori aveva da parecchio promesso di vendicarsi a quella guisa contro aicnni liberali, i quali, insieme con altri, erano soliti prendersi beffa di lai, chiamandolo per nome e