Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <824>
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824 ÈMograHa
frettata dell'autrice die può interessare iti modo soverchio gli studiosi del mOTgimento italiano, quando i notevolissimi documenti inediti ri­prodotti in appendice al lavoro e che costituiscono più della meta del libro*
Sonò fra questi degne di nota alcune lettere del Mazzini, del Gari-ribaldi, di Benedetto Oairoli, di Filippo Gesta, molte del Salomone, ài Antonio Mosto, di Alberto Mario, del De-Boui ecc. ecc. Utilissime dav­vero per la ricostruzione dei fatta d'arme della campagna del 1867 sono le molte lettere di aquilani dal campo delle quali principalmente tre hanno un'eccezionale importanza : la prima (14 ottobre 1867) è di Orazio Mattei che descrive con particolari finora ignoti la disfatta del temer xario capitano Blenio a Subiaco; la seconda, che'porta la data medesima della precedente è di Vincenzo Scenna e narra a tinte vivacissime l'at­tacco di Monte Libretti nel quale fu ferito il coraggioso Fazzari ; la terza, scritta dalla prigione di Castel Sant'Angelo il 23 ottobre, da Michele dei baroni De Sactis da Rocca Casale da notizie sul combattimento di fe­rola il 18 del mese medesimo, terminato con la sconfitta dei volontari avvenuta per la poca previdenza del colonnello brigadiere Menotti Ga­ribaldi.
Questi, preso possesso della grossa borgata di ferola, indifesa dai pontifici, vi aveva lasciato un presidio di 147 nomini sotto il comando del maggiore Mattia Yalentini. Alle 10 antimeridiane del giorno 18, due­mila fra antiboiani, zuavi* c*yalle)tìa cacciatori, dragoni, gendarmeria e artiglieria pontificia, comandati dal luogo tenente colonnello Atlianase De 0tiarette de 3Ja Contri attaccano 41 sorpresa gli scarsi giovani oc­cupanti Nerolai: Anni vili! fuggono, pochi' coraggiosi cercano di difen­dersi contro attaccando le jfànippe papali; quand'eeco che una vilis-sima creatura tradendo tutti i nobili sentimenti del cuore e vituperando l'onore della divisa, appiccava un lenzuolo alla punta della baionetta gridando a gobi piena: capitolazione! Il nostro maggiore narra il De Sactis preso da giusta indignazione strappò dal luogo l'ignomi­nioso segno in mezzo a una grandine di palle j ma le bombe, tacciar, le mitraglie non uccidon chi serve all'onore? 'credevamo* i pochi, che si potesse anche resistere,., ni qnal fu il nostro dolore nel sentire quel grido ributtante ripetersi da più vocif Ci cadde T'animoj il maggiore impugnava il revolver per fracassarsi il cervello ed a stento il tratte­nemmo allora fatto sereno in viso ci ordinava di seguirlo alla baionetta j non se 'ne parli pia. .=, un altro segno ignominioso sventolava sullo spiat­tonato ed i fucili ci caddero dalle mani!
fe noto die il De Charette fece il 18 ottobre 1807 a Nerola un cen­totrenta garibaldini prigionieri.
MARINO MARI*