Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LUCERA
anno
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1923
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pagina
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419
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1 fatti Lucerini del 1848 41
vespertine dei cospiratori, i cui intendimenti consistevano nella distruzione del trono del sovrano regnante e nella instaurazione della repubblica. I moti ultimi di Lucerà; le relazioni con le province ribelli; la missione Viglione a Potenza; gli esaltamenti e le irrequietezze del De Troja, del Tueci, dell'Diceto, dei due Pellegrino, dei Melchiorre; l'arrolamento dei volontari armati, dopo il 15 maggio del 1848; il rimando dell'insurrezione di Lucerà e della spedizione del contingente rivoluzionario, per la mancanza dell'avviso del Barbatisi; lo scopo della venuta di quest'ultimo e dello Zappetta a Lucerà, eccetera, eccetera; tutti questi elementi formarono l'oggetto della severa requisitoria del Procuratore Generale del Ee a Lucerà. H quale, nel rimandare, ai termini degli articoli 9 e 10 della legge 28 settembre 1822 e degli articoli 85 e 80, 123 e 125 delle leggi penali in vigore, gl'imputati innanzi alla Gran Corte Speciale perchè procedesse, secondo le regole di rito, il 13 aprile 1850, accusava:
< I. D. Baimele De Troja, Michele Mancini, Carmine Venditti, Federico di Pierro, Davide Sorbo, Luigi Sponzillo, Domenico Mingerulli, D. Paolo Gaiezza, Baffaele De Peppo, D. Ettore Viglione, D. Francesco Paolo Viglione, D. Gerardo Tacci, D. Giocondo Pellegrino, D. Francesco Paolo Coccia, D. Francesco Melchiorre, D. Giuseppe Diceto, di associazione illecita col vincolo di segreto, costituendo setta detta Propaganda >, nella quale erano graduati i surriferiti D. Giuseppe Diceto, D. Baffaele De Troja e D. Gerardo Tucci.
II. D. Baffaele De Troia, di sciente conservazione del Begol amento di ricezione della connata setta.
in. D. Giocondo Pellegrino, di cospirazione ad oggetto di distruggere e cambiare il governo costituito, eccitando gli abitanti di Lucerà ad armarsi contro l'autorità reale >.
IL PROCESSO E LA SENTENZA.
TL dibattimento della causa lucerina principiò il 9 di settembre del 1850, alle ore 15, ma la sentenza fu pronunziata dopo un breve contrattempo, ossia il 12 del mese successivo. La Gran Corte Speciale fu composta dai signori: Libetta, Presidente; Fata, graduato Presidente Criminale con le funzioni di Giudice Criminale; Grimaldi, Presidente del Tribunale Civile; Mongelli e Mexwinni, giudici ordinarti Beverini e De Bobertis, giudici del