Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <421>
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1 fatti Lumini del 1848 431
La sentenza conelusiva però si ebbe dopo poco più d'un mese dall'inizio della discussione della causa.
Uno squarcio di prosa, che, a mo' di preambolo denso d'una erudizione curialesca' d'occasione, si scaglia e bolla ferocemente i . Oatilina redivivi, i rivoluzionarli del secolo dei disordini, l'an­dazzo sfrenato delle cose di questo mondo, precede la lunga sentenza. In sostanza essa rivela un rigore eccessivo di valuta­zione e di procedura sì, ma un rigor; "severamente conforme ai dettami del diritto criminale dell'epoca. Parecchie delle conclu­sioni del P. M. sono attenuate; le condanne richieste vengono scemate e sorrette da una più eqnanime interpretazione degli articoli di legge inerenti. Ma, senza cementi, eccola:
< La Gran Corte Speciale di Capitanata
a voti unanimi
condanna: D. Raffaele De Troja a 24 anni di ferri ed alla multa di due. 600. Condanna D. Giuseppe Iliceto, D. Gerardo Tueei, Davide Sorbo, D. Giocondo Pellegrino, D. Francesco Paolo Coccia, D. Francesco Melchiorre, D. Giuseppe Pellegrino e Raffaele De Peppo ad anni 19 di ferri ed alla multa di due. 500 per ognuno. Condanna Michele Mancino e Domenico Min-gerulli ad un anno di prigionia. Tutti solidalmente alle spese del giudizio ed alla malleveria di ducati 100 per ciascuno per anni cinque, dopo espiata la pena. Ordina che D. Ettore Vi-glione, Luigi Sponzillo, Carmine Venditti, Federico Di Pierro, D. Francesco Paolo Viglione, D. Raffaele Melchiorre e D. Paolo Caiozza siano messi in libertà provvisoria. A cura e vigilanza del P. M. l'esecuzione della presente decisione .
Le spese di giudizio complessivamente ammontarono a du­cati 59 e grana 48. Ben poca cosa di fronte al calvario che bi­sognava affrontare con rassegnazione! Infatti pochi giorni dopo il pronunciamento della giustizia, nella quale i patrioti avevano osato riporre le ultime speranze, la diligenza menava gl'infelici, avvinti in catene, ai Bagni penali di Procida.
Pure, in mezzo a tante pene e ad inenarrabili tormenti dello spirito, una speranza, or vaga, or forte, non abbandonò mai i de­predati: la speranza d'una rivendicazione di tante idealità com­presse; la fede in un risorgimento della libertà, per un'ultima volta avvilita I