Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LUCERA
anno
<
1923
>
pagina
<
422
>
422
Ernesto Pontieri
Già, nel 1858, un decreto reale riduceva le pene di quasi tutti i condannati politici di Procida, compresi i lucermi. Ma solo quando la. legione garibaldina vittoriosamente iniziava la sua campagna in Sicilia, i nostri patrioti poterono salutare l'auspicata redenzione della Patria, non.meno fervidamente della libertà delle loro persone. E allora D. Baffaele De Troja, come per voto, corse a raggiungere il Dittatore trionfante, e lo seguì fino al compimento della sua leggendaria impresa
STEASOIOm DI PBOOESSI.
Quasi appendice del primo, fu un secondo processo, per reato di associazione a società segreta, contro i lucermi D. Giuseppe De Mattis, D. Filippo D'Orta, Pasquale Folliero e Lorenzo Schia-vone. Ma gl'indizi d'accusa non raggiunsero le dimostrazioni di fatto, né nella lunga istruttoria, né nel pubblico dibattimento della causa. Onde gl'imputati furono assoluti per insufficienza di prova, ma sottoposti ad un anno di rigida sorveglianza.
CONCLUSIONE.
Tale lo svolgimento dei fatti di Lucerà nel 1848, il contributo d'azione e di passione d'una piccolissima parte di questo nostro popolo del Mezzogiorno al tentativo di risorgimento del proprio Paese. Un lavorio di preparazione e di cospirazione in segreto, limitato a poche persone di buona volontà; un tentativo d'insurrezione contro l'antico regime, abortito per le stesse insufficienze che, nel grande, produssero il fallimento di tutta la rivoluzione italiana del 1848; una feroce reazione, da cui scaturì la propagazione della grande idea in una più larga cerchia di persone, che meglio si prepararono e meglio agirono.
Ora tutto questo rinnovamento di vita è dovuto alle classi borghesi della città, che una benefica corrente di sangue fresco aveva rinvigorito durante l'età napoleonica. Penetrata dal bisogno ideale d'avere una Patria, grande e indipendente, e mossa altresì dalla consapevolezza che dal disfacimento dell'assolutismo e della tirannide sarebbe proceduta la sua preminenza nei liberi reggimenti, la borghesia, forte com'era di ricchezza e di capacità intellettuale, fece sua l'impresa italiana. E la portò, pur con inenarrabili sacrifizi, al trionfo.