Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LUCERA
anno <1923>   pagina <423>
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! 1 fatti Lucermi del 1848 423
Bedenta dunque, a prezzo di sangue, l'Italia, di conseguenza fu la borghesia che prese in mano le redini della cosa pubblica, e questa esclusivamente e tenacemente detenne, fino a che con­tro di essa non si appuntarono gli strali avvelenati di quel pro­letariato, rurale o urbano, che nelle lotte del Eisorgimento era restato estraneo od assente.
Però è mestieri restringere queste brevi considerazioni all'Italia del mezzogiorno, dove, più che altrove, ancora oggi è assillante la meschinità dell'educazione politica delle masse ope­raie. Anche in queste nostre Provincie le sole classi borghesi si batterono, nel 1848, contro la tirannide, perchè il proletariato sulla cui coscienza il fremito della risurrezione spirituale del secolo era passato inavvertito, altro non seppe scorgere, in quelle lotte politiche, che un indice di miglioramento delle di­sagiate condizioni economiche che lo tormentavano. Quindi, se, in sui primordi delle insurrezioni del '48, il proletariato levò un grido, questo fu per una suddivisione di terre, o per un disgravio di tributi, o contro l'imposizione di altri gravami. Il fatto ideale del Bisorgimento nazionale il nostro proletario non potè sentire, limitatissima com'era la sua educazione politica e morale. Di con­seguenza, allorché si accorse che i moti dell'epoca non collimavano con i suoi interessi materiali, stimò opportuno risparmiarsi dai magnanimi cimenti, se, qui e li, non tornò addirittura devoto al­l'antico regime.
Epperò, anche dopo che su di questo ebbe trionfata la forza della rivoluzione, le vecchie aspirazioni rivissero nelle masse proletarie dell'Italia meridionale. Difatti dal '60 fin quasi, può dirsi, ad oggi esse si sono affannate nello sforzo di appagare l'eterna loro insoddisfazione, ora scendendo in piazza a minac­ciare le amministrazioni borghesi, autrici delle asprezze delle imposte (il focatico sovra tutte), ora invadendo, per rappresa­glia, e saccheggiando le proprietà private (recisione di piante, strage di animali da lavoro, incendio di messi mature, ecc.), e, non di rado, rimpiangendo in segreto il buon tempo antico.
Né si può pensare che la diffusione delle idee socialiste le abbia idealmente elevate. Questo preteso elevamento spirituale, ope­rato dal socialismo in seno alle nostre masse, almeno fra le pu­gliesi e le calabresi, non è che superficiale. Nella sostanza, della dottrina del Marx esse non hanno compreso che la parte prati­camente più accessibile alla loro mentalità e più consona ai loro