Rassegna storica del Risorgimento
TECCHIO SEBASTIANO ; TORINO
anno
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1923
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pagina
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426
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VARIETÀ DI PAGINE SPARSE (*)
Un profugo veneto nel Risorgimento a Torino. (A. COLOMBO) Nel tramonto delle prime speranze italiche, Torino concesse ospitalità cordiale a quei pati-ioti veneti che, intolleranti dell'odioso contatto coli7oppressore, fidenti si rifugiarono sotto le ali protettrici della città subalpina riuscendo presto coli'integrità della vita e col fervore del loro patriottismo a segnalarsi nei cenacoli intellettuali, nel giornalismo e nel Parlamento.
Nobilissima fra esse emerge la figura, di Sebastiano Tecchio, messaggero a Torino nel '48 dei voti della sua Vicenza di volersi fondere col Piemonte sotto la casa Sabauda: emigrato poi, dopo i primi rovesci delle armi piemontesi, nella capitale subalpina ove stabilmente rimase fino alla liberazione della sua terra dallo straniero: deputato nel Parlamento subalpino fin dalla prima legislatura, ministro dei lavori pubblici nel Ministero Gioberti, vice-presidente della Camera, giureconsulto insigne, oratore fecondo ma sopratutto patriota ardentissimo, acerrimo e pertinace nemico dell'Austria.
Interprete dei sentimenti e della volontà dei propri fratelli oppressi ma resistenti con coraggiosa lotta a tutte le prepotenze ed a tutte le intimidazioni, egli in nobili indirizzi ed in ardenti memoriali, patrocinò presso il Governo sardo e poi italiano e presso gli ambasciatori delle potenze estere i diritti e le aspirazioni delle popolazioni venete, del Trentino e dell'Itria.
Anima di quel Gomitato centrale veneto istituitosi nel 1861 col proposito di propugnare efficacemente i diritti delle provincie italiche ancora soggette alla dominazione straniera, apertamente
() Apriamo faesta rubrica a tutti gli studiosi per raccogliere in essa volta per volta brevi scritti, quali aneddoti, lettere del tempo, note, appuntì, comunicazioni e simili ohe abbiano interesse per gli studi e per le ricerche della storia del risorgimento.