Rassegna storica del Risorgimento

FERRARI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <825>
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M. RQSI}. Stòria con/ìemporama d'Italia dalle origini del Msorgìmmdò al giorni nostri. Torino, Union tip. ed., 1914 : pp. VTII-464.
Il chiaro professore di Storia del Risorgimento nell' Università di Roma, che. com* noto dirige un ottimo Dteianario per il Vallerai, e sta scrivendo un volume sul Eisorgimento italiano per la Storia Uni­versale dello Btesso editore, pubblica ora, pei tipi dell' Unione tipografica editrice torinese, una Storia contemporanea d'Italia dalle origini del Ri­sorgimento ai giorni nostri. Si badi alla seconda parte del titolo, poiché questo volume contiene una simpatica novità, quale l'esposizione della nostra storia più recente' dal 1870 in poi, latta non aneddoticamente come nel libro del Gori o in quello, più recente, del De Cesare, ma sfe stenmticamente, argomento per argomento.
Il volume del Rosi ==* composto di ben 461 fitte pagine con poche note e tutte dedicate non >a discussioni erudite ed a citazioni in termina-bili, ma ad illustrare più compiutamente fatti; e personaggi, nominati nel testo è divìso intére parti.
La prima, intitolata Principi dimtffiixt del Risorgimento italiano e sviluppo ed applicazione Messi dal ave. X flit alla fine dèi mòù' del 1821, abbraccia quel vasto periodo, in cui .vanno rintracciate le origini del no­stro Risorgimento, che s'inizia col movimento rifornììstieo del settecento e culmina con la venuta dei Francesi in Italia e con l'azione da essi spiegata nella nostra penisola. Di questo lf!À? mostraigl'innegabili bene­fizi a noi derivati ; ma senza tacere che le tendenze novatrici, mauifesta-tféèi in Italia} in parte anche per V influenza di forze straniere, nella se­conda metà del sec XVIII, avrebbero forse prodotta anche senza la Rivoluzione francese una profonda trasformazione nella società ita­liana. .La caduta dì Napoleone I e l'azióne del Congresso di Vienna 3itt rapporto alla nostra penisola sono messo in rilievo in un capitolo, nel quale si dimostra Ira l'altro ohe l'assetto dato all'Italia nel 1815 non :fù tanto dannoso alla nostra eausa quanto comunemente si suol dire. Basti por inente a questo che Geuova e Venezia non furono rico­stituite in repubbliche, ma andarono ad ingrossare i possedimenti di altri "Stati della stessa nazione contribuendo cosi in modo notevole alla for­matone di Stati costituiti su tesi nazionali. * Che poi Pazione della Santa
1 È doveroso notare ohe analoghe considerazioni sono state fatto e cre­diamo per la prima volta in nn libro destinato alle scade anche dal LEMMI nel suo Manuale (U Storia mo8mtaiqÌifrjM (ti Àfiakftrma ai giorni nottri, in corso di stampa presso l'editore. Litjii a éfttà di fastello (1346 e segg.},.