Rassegna storica del Risorgimento

TECCHIO SEBASTIANO ; TORINO
anno <1923>   pagina <429>
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Il 18 ottobre il Sindaco di Torino comunicava la lettera del Tecchio al Consiglio Comunale ed il Consigliere Luigi Ferraris proponeva che per confermare al Consigliere Tecchio quei sen­timenti sempre nutriti per esso dalla torinese cittadinanza, la quale dopo averlo adottato per figlio lo chiamò a sedere nella municipale rappresentanza e lo ebbe in tale carica ripetutamente confermato, ne sia la dimissione con atto speciale segnato al seguente ordine del giorno: H Consiglio accoglie con sentimenti concordi la partecipazione che l'egregio cittadino esprime a quei generosi propositi che per l'unità e l'indipendenza italiana tro­veranno mai sempre in questo popolo torinese fermezza di vo­lere e rispondenza di fatti: dolente di vedersi privato del con­corso di un desiderato collega, manda registrarsi nei suoi atti la rinunzia del Consigliere Sebastiano Tecchio >.
Approvato dal Consiglio l'ordine del giorno Ferraris, il Sin­daco trasmettendo al Tecchio copia di tale deliberazione, lo rin­graziava delle nobili sue espressioni rivolte all'Amministrazione ed al popolo torinese ed esprimeva la convinzione che sia il Tecchio come il virtuoso popolo Veneto sarebbero rimasti cer­tamente con Torino congiunti da sacri vincoli di fratellanza, co­muni essendo i sentimenti, i voti, la costanza e l'abnegazione.
H nobile auspicio trovava, cinquant'anni dopo, nel 1916, la sua calda conferma in quei legami fraterni che solennemente riaffermò in quei giorni Torino con il Veneto, prodigando con mirabile slancio, ospitalità ed assistenza ai profughi di quella terra e cingendoli amorosamente di una sicura fede nei giorni non lontani della riscossa e della novella liberazione.
A. COLOMBO.