Rassegna storica del Risorgimento

TECCHIO SEBASTIANO ; TORINO
anno <1923>   pagina <433>
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Ricciardi è costituita dalla pubblicazione dei giornale Il Progresso , che ebbe S Napoli il scio inizio il 5 marzo 1832. Veramente il Ricciardi ne tenne per pochi anni la direzione, perchè poco dopo, come si è accennato, soffrì la prima prigionia da parte del Governo borbonico e poi prese volontario la via dell'esilio. Ma anche di lontano egli continnò ad adoperarsi per la diffusione del giornale e mandò Ini stesso articoli e gli procurò la collaborazione di scrittori italiani e stranieri.
Nella seconda parte del suo libro lo Zagaria, valendosi anche di nume rosi documenti inediti, traccia la storia dell'importante pubblicazione perio­dica napoletana, che sotto varie direzioni (Emanuele Rocco, Lodovico Bian­chini, Giuseppe De Cesare, Pasquale De Virgili) continuò a uscire più o meno regolarmente sino al 1846, formando tutti insieme una serie di 40 volumi, ne rammenta i principali collaboratori (Raffaele Liberatore, Michele e Saverio Baldacchini, Francesco Paolo Ruggiero, Giuseppe Montanelli, Nicolò Tom­maseo eoo.) e pone anche nella debita luce la benefica influenza da essa eser­citata sulla cultura non solo napoletana ma anche nazionale. Perchè, dopo la Soppressione della Antologia di Firenze, poche altre riviste italiane pote­vano per importanza reggere il confronto col Progresso *, tanto che Giam­pietro Vieusseux, perduta la speranza di far risorgere sotto altro nome la ri­vista soppressa nel 1833 dai Governo granducale, si accordò col Ricciardi, perchè ai suoi vecchi associati fossero spediti i fascicoli della rivista napole­tana. Appunto sulla fine di questo suo lavoro lo Zagaria accenna ai rapporti che passarono fra il patriota e scrittore napoletano e il benemerito editore ginevrino, che molto si adoperò per qualche tempo per l'incremento e la maggiore diffusione della -rivista rìcciardiana, ma poi, veduti inutili i suoi sforzi e inascoltati i suoi suggerimenti e consigli, sospese la sua corrispondenza.
ERSILIO MICHEL.
A. LUCARELLI, Le dottrine sociali di Giuseppe Mazzini nella poesia e nella vita di Francesco Raffaele Curzio. Bari, Società Tip. Pugliese, 1922, pp. 38.
Ricorreva il 23 dicembre scorso il primo centenario della nascita di Fran­cesco Raffaele Curzio, poeta: f ipatriota pugliese, e in tale occasione A. Luca­relli teneva all'Università popolare barese questo discorso che viene ora pub­blicato per le stampe*: Tè-, a grandi tratti disegnata la figura, pura e fulgida del patriotta e del Cittadino, SB/fcivo di Turi, in terra di Bari, e rammentata l'opera sua di soldato garibaldino, di tribuno e agitatore di plebi, di deputato al Parlamento nazionale, V'ò anche esaminata l'opera letteraria dello stesso Curzio, nella quale sì rispecchiano e si trasfondono i principi fondamentali pro­pugnati da Giuseppe Mazzini nel campo sodale ed economico. Le numerose