Rassegna storica del Risorgimento
1839 ; BONAPARTE DI CANINO GIROLAMO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIAT
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Roberto Gessi
stato negoziato l'avvenimento, e clie l'informazione partiva da Roma. .Era stato. Carlo Luciano Napoleone, figlio di Grerolamo Bonaparte, principe di Musignano, il quale con l'evidente fine di compromettere il Granduca e superare le sue esitazioni avea fatto lanciare la notizia, dopo gli intrighi da lui orditi col Regalai a Pisa ed a Firenze (1) per convincere il sovrano toscano dell'ortodossia della progettata riunione colla malleveria dei migliori scienziati dello studio pisano, la cui autorità dovea rappresentare una seria garanzia, anche se non tutti in odore di santità politica.
Il ministro imperiale a Firenze conte Reviczky, alla lettura di quella strabiliante notizia, restò scontento ed indispettito della sorpresa che gli giocava la politica liberale del gabinetto toscano. Aveva ancora tra mano l'imbroglio dello scandalo dei Comizi agricoli toscani di Meleto, ed alla chitichella si ordiva una congiura di proporzioni più vaste intesa a suscitar novità in tutta Italia] Col giornale alla mano si precipitò da Don Neri Corsini a chieder spiegazioni e, con tono imperioso e minaccioso, ammonire il governo di non creare nuovi imbarazzi alla politica imperiale (2). H mite Presidente del Buon Consiglio, apostrofato così di sorpresa, restò interdetto: tentò dapprima di opporre un risoluto diniego; poi, ripiegando in bnon ordine, si sforzò di attenuare l'importanza della cosa, spogliandola d'ogni colore politico e facendola apparire come un'iziativa personale del prof. Savi, persona non sospetta, (del principe di Musignano nel colloquio con tutta prudenza fu evitato il nome), ed affatto privata, di cui il governo si disinteressava; infine, stretto dalle insistenze del diplomatico, dovette riconoscere la necessità di una rigorosa sorveglianza sugli uomini ed il loro atteggiamento per impedire ogni manifestazione politica, colla promessa che la riunione si sarebbe ridotta ad un modesto convegno di naturalisti (3). Sostanzialmente però il buon uomo cercò di eludere le domande del ministro imperiale, evitando di dare una risposta precisa e categorica alle sue richieste, e questi ne fu sì malcontento, che, valendosi della sua prerogativa, come decano del corpo diplomatico,
(1) S. Mar/ano a Solaro della Margherita, 6 aprile, 1839.
(2) Rev. a Mctt. 19 marzo (App. 1); 26 marzo; 9 aprile (App. n. 2). S. Mar-sano a Solaro, (App. o. 3).
(8) Rey. a Mefó., 21 marzo 1839,