Rassegna storica del Risorgimento

1839 ; BONAPARTE DI CANINO GIROLAMO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIAT
anno <1923>   pagina <447>
immagine non disponibile

Retroscena politici del primo congresso degli ecc. 447
di chiedere udienza direttamente al Granduca, senza indugio pro­curò di conferire personalmente con lui al fine di esercitare un'azione risoluta, che dal tono del colloquio in certo momento rasentò i limiti-di una intimidazione.
L'attivo diplomatico, intrawedendo chi sa quali pericoli, ed esagerando, per pregiudizio politico, il valore della riunione, s'era proposto in un modo o nell'altro di far fallire il congresso; e poiché capì che non avrebbe mai potuto convincere il governo di Toscana a ritornare sui suoi passi, nò sarebbe mai riuscito a strappare un divieto, si predispose ad un sottile lavorio presso i governi esteri, perchè non permettessero ai loro sudditi di dar l'adesione e partecipare al convegno. Egli aveva un ossequente collaboratore nel conte di S. Marzano, rappresentante sabaudo a Firenze, fedele interprete del reazionarissimo Solare della Mar­gherita, primo ministro del re di Sardegna. In materia di libe­ralismo costoro erano più intransigenti dello stesso gabinetto di Vienna, e con straordinaria leggerezza essi erano proclivi ad esagerare il valore e l'importanza di qualunque particolare della vita pubblica, che potesse assumere, anche indirettamente, un co­lore politico. Ogni iniziativa poi che partisse di Toscana, per prevenzione e gelosia, odorava di liberalismo o di complicità con esso.
Il di S. Marzano, presa l'imbeccata dal ministro austriaco, 8'affrettò a denunciare al proprio governo coi più foschi colori la preparazione di questa macchinazione liberale (1), compiacen­dosi d'illustrare con parole grosse l'azione energica spiegata dal conte Beviczki presso il governo Granducale, come severo am­monimento, e gettare il diseredito su quest'ultimo con la taccia sprezzante di machiavellismo. Il diplomatico sabaudo, in verità, suggestionato dal ministro imperiale, oltrepassava il segno, esa­gerando il pensiero e gl'intendimenti di lui. Ohe, se è vero che il E. non nascose le sue inquietudini e le sue contrarietà per la brutta notizia del progettato convegno, non fantasticò troppo sui su pericoli immaginari, tanto gravi, quali il diplomatico sabaudo metteva in luce nel suo dispaccio confidenziale a Solaro della Margherita. L'incauto ministro ravvisava in questo avvenimento nientemeno che i prodromi di una levata di scudi dei liberali,
(1) S. Marzauo a Solaro 6-9 aprile, (App. u. 3-4).