Rassegna storica del Risorgimento

1839 ; BONAPARTE DI CANINO GIROLAMO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIAT
anno <1923>   pagina <448>
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Roberto Cessi
fomentata e protetta cou machiavdlikiist: politica dal governo to­scano, e il convegno un'oscura macchi nazione del BÈptoii
Il Iteviezky, illustrando al Mettermeli i particolari della cosa e della sua azione e prospettando nei propri dispacci al primo ministro di Vienna le sue impressioni eo* '1 proprio punto di vista, per quanto ostile al progetto e diffidente verso il Granduca eÈ il suo governo, non era stato ai postutto sì catastrofico da pro­fetizzare i peggiori mali. Egli non risparmia critiche-é; tfabufft i governo Granducale, non manca di insinuare sospettò sul suo equivoco atteggiamento, analizza con prevenzione e- poca -bene­volenza il programma lanciato al moccio intellettuale, ma non s'abbandona ad incomposte esagerazioni, come il collega sabaudo. Il quale atteggiò la sua denuncia a tono cosi tragico, da giudi­care uomini miti, quali l'Amici, il (iorgdniT. Paolo Savi, il Buf-falini, pericolosi liberali intimamente legati al Granduca, colpe­voli d'esser gran promotori della libertà italiana, strumenti del genio poco simpatico ch'era il principe di Musignano (ed in ciò avea forse ragione), per meditata istigazione del ministro au­striaco, interessato a far apparire ai governi italici il pericolo maggiore della realtà per destar timori, o per naturale avver­sione regionalistica alla politica toscana? Probabil mente per Puno e per l'altro motivo. Infatti dopo: esposta, con molta enfasi e buona esagerazione, il punto di vista del Beviczky, dopo espressi assai dubbi giudizi sui promotori del convegno, egli ribadisce mi motivo politico che al governo piemontese dava preoccupazione assai più di ogni movimento liberale. Il Granduca, egli insinua, accarezza questi 'uomini pericolosi, perchè essi sussurrano al suo orecchio la lusinga di proporlo a capo- del pmHito italiewm. mà: in Toscana, egli rincalza, assistiamo ad avvenimenti inauditi, che si svolgono sotto gli occhi del governo, da questo tollerati per non dire incoraggiti. Xa Toscana, con la connivenza del Gran­duca, è diventata l'asilo d'una falange di abili manovratori di rivoluzioni, di masse di fuorusaM, specialmente polacchi, cui e accordata dalla tolleranza governativa una smodata libertà d'a~ zione. Libertà di parola e liberti* di stampa hanno fatto, ì che in Toscana si discutei senza riserve: il problema della nazio­nalità italiana, non soltanto per nutrirne il gusto, ma anche per segnalarne la culla in Toscana . Qualche giornale illustrava con troppa libertà questa fede politica, si da adombrare il diplo­matico sabaudo, che traeva una conclusione alquanto esagerata