Rassegna storica del Risorgimento
1839 ; BONAPARTE DI CANINO GIROLAMO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIAT
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Èoberto Gessi
sita di quella austriaca, la quale nella fattispecie della riunione pisana vedeva soltanto un pericolo generico, quello di offrire un mezzo ai liberali per intensificare la propaganda, piuttosto che quello specifico di rafforzare un determinato partito. L'opinione del co. di Lutzow, ministro austriaco a Roma, era in proposito più temperata ancora di quella di Reviczky. Egli conosceva da molto tempo le intenzioni del principe di Musignano, e da lui stesso era stato informato, a Roma, delle trattative col Granduca; e nulla avea ravvisato di pericoloso, pur facendo riserve proprio sul nome del principe. Non possiamo credere che l'astuto diplomatico si sìa lasciato ingannare dalla subdola parola del principe: in realtà non credette nel primo momento che la cosa meritasse di esser rilevata, tanto che non ne informò il suo governo} poi, diventata di pubblico dominio, alla metà d'aprile scriveva in termini molto moderati, senza lasciar intravvedere alcunché d'inquietudine (1).
È vero che a Firenze si viveva in un'altra atmosfera politica, più italiana, più liberale, che non a Roma: la maggior tolleranza e liberalità del governo toscano, i suoi amoreggiamenti liberali, presunti o reali, ma sopratutto la sua debolezza, doveano reagire meno pacificamente sull'animo della diplomazia austriaca, di quanto consentisse la rigidità pontifìcia, il cui severo (anche troppo) costume politico consentiva colla minor diffidenza, una maggior tranquillità agli uomini politici di vecchio stile. La propaganda liberale repressa con ogni rigore a Roma non poteva destar tante preoccupazioni al Lutzow, quante tormentavano il Reviczky a Firenze, ove il governo lasciava fare, lasciava correre. Tanto che il ministro austriaco avea dovuto reclamare più volte in tono energico provvedimenti repressivi, ed ultimamente, non senza la collaborazione del S. Marzano, tornare sull'argomento rivolgendo al governo un invito categorico di adottare contro la stampa liberale emanante da Malta le medesime misure di rigore accolte dal re di Napoli per ispirazione ed ordine del Mettermeli (2).
Il quale, nel caso particolare, pur non smentendo la sua irriducibile ostilità ad ogni sintomo ed a qualunque manifestazione di liberalismo, non era trasceso tuttavia a decisioni di
(1) Lutzow a Metterò. 13 aprile 1839 (App, n. 5).
(2) S. Marzano a Solare, 23 aprile.