Rassegna storica del Risorgimento

1839 ; BONAPARTE DI CANINO GIROLAMO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIAT
anno <1923>   pagina <452>
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Roberto Cessi
netto di Vienna. ISTon si scoraggiò, né disarmò dinnanzi alle prime riserve ed alle non dissimulate diffidenze del LuczcJpj ispirate dalle guardinghe ed oculate istruzioni del flettermeli (1). Il diplomatico austriaco, ben a ragione, avea fatto notare che le condizioni dell'Italia non erano identiche a quelle della Ger­mania, ed, insistendo sul poco benevolo giudizio di inospitabilità in confronto degli italiani, che il movimento intellettuale ita­liano offendeva interessi culturali e politici, che in altri stati non erano in gioco. L'allusione, oltre alla speciale posizione dell'Austria nell'equilibrio italico, sboccava nella valutazione delle suscettibilità della corte di Eoma e di quella di Torino; l'una per ragioni morali, l'altra per ragioni più strettamente politiche, a prescindere dal fatto che la persona del Napoleo-nide, quale epigono di una odiata epopea, era ragioB'di so­spetto, di diffidenza e di ostilità. fra tutti i governi italici* questi due erano i più scontrosi, i più inquieti ed i più suscet­tibili: a Eoma si paventava ogni fatto che favorisse un rinno­vamento spirituale ed intellettuale, ritenuto dannoso ed offensivo della sacra invulnerabilità del pensiero religioso tradizionale: a Torino si spiava con rammarico; e con dispetto ogni miziativa degli altri governi più ancora che per intimo sentimento reazio­nario pel timore che ne risultasse svalorizzato il prestigio pie­montese nel gioco di equilibrio della politica italiana.
H principe francese, il quale era ispirato da sentimenti tut-t'altro che ideali e dell'idealità scientifica avea fatto e feceva uno strumento di speculazione politica, dopo il successo dell'a­bile manovra toscana, intuì assai finemente i diversi motivi psi­cologici che destavano le riluttanze dei vari ambienti politici: per disarmare le opposizioni occorreva accarezzare l'Austria, as­sicurare la tranquillità di coscienza degli uomini di Chiesa, sol­leticare le ambizioni della corte di Torino. Ed a tutto provvide astutamente facendo ampia professione di fede che gl'interessi spirituali della religione non sarebbero stati turbati da inoppor­tune discussioni scientifiche, prendendo personalmente l'iniziativa e l'impegno di convocare la sessione dell'anno prossimo a To­rino, ed infine insinuandosi nell'animo del Lutzow con tanta abilità, da indurlo a difendere e giustificare calorosamente, per quanto con le debite cautele, la causa del congresso presso il
(1) Lufczow a Metfc.. 11 maggio (App. a. (5).