Rassegna storica del Risorgimento
1839 ; BONAPARTE DI CANINO GIROLAMO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIAT
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1923
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455
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Retroscena politici del primo congresso degli ecc. 465
governo Toscano, per quanto irritato dalla manovra pontificia, la quale col pretesto dell' Orioli mirava colpire molto più in là, non cedette e seppe superare le schermaglie dell'abilissimo Lutzow. venuto a Firenze, nel periodo più acuto della crisi, per dissipare le ombre che attraversavano le relazioni tosco-pontificie.
La crisi dei mesi d'agosto e settembre s'appuntava specialmente sul congresso, siccome il fatto più dimostrativo dell'audace e pericoloso atteggiamento liberale del governo toscano: ma il lavorìo della diplomazia per indebolire il governo col fallimento della riunione, non ebbe esito fortunato, poiché, giunte le cose a questo punto qualunque rinuncia avrebbe significato sconfessione dell'indirizzo seguito dagli attuali dirigenti la politica toscana. Perciò alla vigilia dell'apertura del congresso v'era chi attivamente faceva pressioni, perchè il Granduca personalmente intervenisse alla riunione con la segreta intenzione di accentuare il significato politico, che ad essa si voleva imprimere. Gli avvenimenti di Spagna aveano avuto sensibile ripercussione fra i liberali d'Italia, e particolarmente in Toscana: non mancavano uomini che, giudicando favorevolmente l'attuale situazione internazionale, avrebbero voluto cogliere l'occasione del congresso per dare una spinta al movimento liberale. H ministro austriaco seriamente impensierito non avea mancato di far presenti questi pericoli al Granduca (1), che in realtà non condivideva gli entusiasmi dei suoi sollecitatori. Prudente ed astuto il Granduca procurava mantenere l'equilibrio fra liberali e reazionari, accontentando con buone parole e gli uni e gli altri, senza compromettersi né con atti di reazione né con manifestazioni di eccessivo liberalismo.
Del resto a scongiurare il pericolo di una imprudenza, indipendentemente d'ogni altro intrigo, bastava l'opera disgregatrice del principe di Musignano, il quale, animato da spiriti tutt' altro che liberali, voleva far servire il congresso alle sue mene ambiziose, padroneggiandolo a suo capriccio. Di suo arbitrio, dopo aver speculato sulle tendenze liberaleggianti (od almeno supposte tali dai liberali italiani) del governo toscano, per organizzare questa prima rassegna di latenti forze politiche, ne mercanteggiava la volontà, ipotecandola senza previo consenso d'alcuno, coi governi reazionari d'Italia, offrendone i servigi con
1) Reviozky a Metfc., 1 ottobre (App. 12).