Rassegna storica del Risorgimento

1839 ; BONAPARTE DI CANINO GIROLAMO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIAT
anno <1923>   pagina <457>
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Retroscena politici del primo congresso degli ecc. 457
Questa recondita aspirazione chej. nascondeva tra le pie­ghe del congresso, non fu esplicitamente rilevala da alcuno: ma se ne ebbe una inconscia sensazione, provocando irritazione ed avversione dalle più opposte correnti. Dal Granduca alla diplo­mazia austriaca, da quella piemontese a quella della S. Sede, dai liberali ai reazionari, tutti furono nauseati dall'irritante con­tegno di quei mestatoi?, che in margine al congresso agitavano il tramontato ideale napoleonico reincarnato nelle loro persone collii più turpe delle menzogne,
Che mentre in buona fede gli scienziati lavoravano per i loro ideali scientifici, facendo tacere più intimi e palpitanti sentimenti (qualche minuscolo accenno passò inosservato), i Napoleonidi in­tessevano i loro subdoli intrighi, per legare la- sorte dei futuri congressi alla loro persona/Ma se riuscirono aliatine nel!' intento di condurre il congresso alla loro volontà per i futuri lavori, in realtà però nel corso delle discussioni le antipatie contro i Napoleonidi s'erano fortificate:; e gli spiriti avversi ad ogni in­tromissione piemontese, a bella posta agitata dal principe di Mu-signano per spoculare sulle divisioni italiche, si quietarono solo quando l'assenso regio offrì in qualche modo garanzia sul carat-tpre delle prossime riunioni;. 'Qk- tuèti fossero contenti, non si può dire; -il congresso subì la designazione di Torino in modo tumultuario: i ministri austriaci e pontifici fecero buon viso dopo le assicurazioni del Crrega: il Granduca si rassegnò non senza sdegno contro il principe francese.. Ma questi con tale ironica vittoria non guadagnò il favore di nessuno: il congresso di Pisa, che avrebbe dovuto esser il piedistallo della sua fortuna, avea fruttato invece una più sentita ostilità contro la causa napoleo­nica, nonostante le tirate antivaticaneseite, e gli appelli di sa­pore nazionale [fugacemente lanciati nei simposi, espressione di cinica insincerità anche per azioni veramente liberali, che non seppero mmpi'G frenare la loro intima passione.
Non sembra pereto del tutto assurda l'ipotesi che il principe non fossa estraneo alla losca speculazione tentata col l'anonimo li­bello Del congresso di Pisa , stampato alla macchia,, con data di Lugano, e cautamente diffuso per provocare qualche manife­stazione politica. Fu fatta circotare la voce- te fosse opera del Mazzini (1); ma basta leggere la grama scrittura per convincersi
(T) Kev. a Mctt, 5 novembre (Ann. u. 18).