Rassegna storica del Risorgimento

1839 ; BONAPARTE DI CANINO GIROLAMO ; CONGRESSI DEGLI SCIENZIAT
anno <1923>   pagina <458>
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Roberto Cessi
della non disinteressata menzogna, quando in quelle pagine si nascondeva molto veleno. Poiché sotto l'usbergo dì idealità ge­nerose, che facevano appello al sentimento nazionale per rige­nerare la disgraziata penisola, si nascondeva un altro men nobile interesse. L'attacco contro i Napoleonidi non era che un'abile ma­novra per rivalorizzare l'epopea napoleonica, se consideriamo il disprezzo riversato a piene mani contro le monarchie di Francia della restaurazione e la cauta glorificazione del fondatore della dinastia Napoleonica. Non solo: l'invocata rigenerazione italiana è millantata a spese dello straniero, ma di quei stranieri che aveano decisamente avversata la riunione: del Piemonte e della Toscana non una parola. Il compilatore, che decentemente non poteva svalutare gli strumenti di cui si serviva per rifarsi una verginità politica, li aveva risparmiati,- perchè si prefìggeva di aver in essi degli alleati non dei nemici. E che valevano al­lora le proteste unitarie? H vero fine del libello (il Beviczky avea ragione) (1) non era la propaganda per la libertà, ma il tenta­tivo di valorizzazione dell'ideale Napoleonico. Anche i rimpro­veri mossi ai Napoleonidi, ai quali si finisce per far la reclame, erano cautamente studiati, per suscitare nei lettori, nel confronto tra il passato ed il presente, consensi a vantaggio del principe di Musignano. Od almeno quest'era l'intenzione, rimasta delusa, poiché le rodomontate del principe non potevano che aumentare il disgusto.
Egli aveva errato tattica, compromettendosi troppo, e troppo scoprendo se stesso, sì che nessuno poteva apprezzare la sua sin­cerità, quando pur n'avesse avuta. GHi spiriti italiani non avreb­bero mai potuto orientarsi su un interesse napoleonico. Ed anche l'opera dei congressi, una volta iniziata, non poteva non seguire la propria via armonicamente ai bisogni ed al temperamento italiano, subito liberandosi da quelle incrostazioni, che tentavano all'inizio deformarne la missione. S'altro mai, questo fu il miglior risultato inconscio ed ignorato della prima riunione: l'aver con­sacrato la possibità di una unione morale nel modo scientifico italiano, fino allora disgregato ed incoerente, ma averla attuata con finalità prettamente italiane, eliminando ambizioni estranee che avrebbero voluto servirsene per scopi men leciti.
Cosi il movimento intellettuale superava una prima difficoltà,
(1) Rev. n Mett, 12 novembre (App. n. 19).