Rassegna storica del Risorgimento
BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1923
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pagina
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538
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Evelina Rinaldi
gitaci e la (dovane Italia immolava le prime, purissime vittime sull'altare della Patria. La Bollettini, era, allora, già madre del piccolo Carlo, nato il 27 luglio del 1831, e viveva come accennammo con la mamma sua in Genova: a Napoli il marito, a Loano il babbo. Il Luzio, nell'articolo ricordato e, prima di lui il Neri, in Natura ed Arte (1), narrano, con abbondanza di particolari, l'arresto di lei, in seguito alla scoperta, in casa sua, di un appello rivoluzionario ai Genovesi, perchè insorgessero per ripristinare l'antica repubblica, rovesciando dal trono il traditore del 21. Il Luzio riporta l'esame assunto il 10 settembre 1833 dall'Uditore Eatti Opizzoni, e rileva giustamente il coraggio e la rara presenza di spirito, di cui la giovane donna seppe dar prova, dinanzi al temuto, inesorabile inquisitore. Uomini temprati alle lotte politiche, già provati dalla vita, avevano piegato dinanzi alle minacce, o eran caduti nelle ingannevoli trame poliziesche; una donna, poco più che ventenne, vissuta quasi sempre fra le pareti domestiche, sventava le insidie, resisteva alle minacce, e taceva. La Benettini si dichiarò autrice dell'appello rivoluzionario trovato in suo possesso, affermazione posta in dubbio, come dal governo, anche dal Luzio. Non sappiamo dire se il dubbio sia fondato: il Prof. Neri, che desume le notizie da una nota autobiografica (2), raccontando l'episodio anche più diffusamente del Luzio, sembra propenso ad attribuire alla Benettini la composizione del proclama. In mezzo ad una famiglia di opinioni diverse dalle sue egli dice di lei non seppe come meglio sfogare il suo animo, invaso dal sacro fuoco di libertà, se non scrivendo E trova che l'appello, dal quale trasparivano l'esaltazione e l'ingenuità della giovane donna priva dell'esperienza e degli ac- eorgimenti necessari a colorire siffatte imprese, avrebbe dovuto far sorridere le autorità, che diedero invece gran peso a quella povera carta e torturarono lungamente l'autrice . Il figlio dell'accusata, ricordando il documento incriminato, si esprime: un suo scritto contro il governo , accostandosi così all'opinione del
(1) V. Natura ed Arte del 1804, p. 253.
(2) Il prof. Neri, che fa anche con noi, come è sempre con tutti gli studiosi, cortese di utili consigli, asserisce di uver avuto questa noto, scritta di inano della Benettini, da Emanuele Ceiosia, parecchi anni la. Il documento andò poi molto probabilmente smarrito, e a noi non fu dato rintracciarlo.