Rassegna storica del Risorgimento
BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1923
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pagina
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539
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Una fida seguace di Mazzini 530
Neri. Ma anche se la Benettini fu sola a comporre il proclama in questione, non è ammissibile che, fin d'allora, non si tenesse in relazione coi cospiratori genovesi, che non fosse partecipe, o per lo meno consapevole, della fallita congiura, che valse la pena capitale al Gavotta, al Billia e al Miglio, e spinse al volontario olocausto supremo l'anima candida di Jacopo Ruffini. Vari sono < stati i fucilati ed alla povera Oarlotta, accusandola dello stesso complotto, piti volte le dicevano che le sarebbe toccata la stessa sorte, se non confessava i nomi dei suoi complici (1); ma essa mai non si sgomentò e mai volle cedere . Si trapela anche da queste parole che la patriottica donna possedeva un segreto, che seppe animosamente custodire. Ed è per noi documento di non poco valore lo scrìtto sia pur breve del figlio, che avrà certo appreso dalle stesse labbra materne le vicende di quella prima, pericolosa avventura, nella quale indubbiamente l'anima di lei si temprò a nuovi, non meno audaci cimenti. E noto come la Benettini, dopo l'arresto avvenuto ai primi di giugno, fosse detenuta nelle carceri di S. Andrea e di li passata all'Albergo di Carbonara, dove rimase dall'ottobre del '33 al gennaio del '34. In seguito ad un reclamo diretto a Carlo Alberto, ottenne allora di esser liberata ,per grazia sovrana , ma fu relegata a Loano, nella casa paterna, sottoposta a rigida sorveglianza da parte della polizia. Secondo il racconto del Neri, il soggiorno di Loano le fu reso più triste dall'ambiente ostile, in cui la povera Carlotta si trovò. Gli abitanti, sinistramente
k prevenuti contro di lei, la sfuggivano come un'appestata .
Finalmente le fu concesso, nella .primavera del '35, di tornare a Genova, dietro istanze al governo, nelle quali l'esiliata adduceva motivi di salute per sé e per la mamma (2) e itnportan-*
(1) La narrazione di Carlino coincide con quella del Neri, il quale aggiunge che. ad intimidire la detenuta fin dai primi giorni, si ebbe la crudeltà di farlo vedere il Gavottì, il Billia e il Miglio in cappelletti!, poco prima olio fossero tratti al supplizio. La relazione ohe dà la Benettini nell'interrogatorio riportato dal Lazio circa la propria denunzia alla polizia, dopo lo smarrimento della carta e ti colloquio col Boglione, differisce in qualche particolare da quanto espone il Neri. Nelle linee generali, il racconto dell'episodio fatto dal Neri combina con quello del Lnzio.
(2) Nell'articolo del Neri, si esalta l'amore della madre che si adoprò con ogni mozzo per salvare la figlia, di cui divise le sofferenze, al che si ac-