Rassegna storica del Risorgimento
BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1923
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544
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Evelina Rinaldi
bene e Mazzini con mia sorella passarono nella vettura per andare al suo destino (1).
Narra la Mario e, dopo di lei* molti altri ripetono che il Mazzini, uscendo di casa del Mrcljes Pareto, a braccio di Cristina Martini (2), accese il sigaro ad una delle guardie che dove-* vano arrestarlo, e mettono in evidenza l'audacia dell'atto che contribuì a salvarlo. Padronanza di sé, non inconsueta nel Mazzini e senza dubbio ammirabile, ma che non diminuisce il valore all'opera pronta e coraggiosa spiegata, anche questa volta, dalla famiglia Martini, per la salvezza dell'Apostolo. Il fuggiasco si diresse a Quarto, in una casa presa in affitto dalla buona Carlotta, dove stette nascosto anche il figlio di lei, Carlino, assai compromesso per il moto ordito in Genova, tantoché la sua casa fu più volte visitata dai carabinieri, incaricati di arrestarlo. Per questo, due mesi dopo, egli andò nella Svizzera e vi rimase sino alla fine del lungo processo, istruito dal governo contro i congiurali del '57. Mazzini era partito prima per Londra, scortato, fino a un certo punto, da Giacomo Profumo, il futuro compagno di Cristina Martini. Con lei rimase Carlotta in Genova e con gli amici fidati, frateDi nell'idea, fra i quali Giacomo Damele, il signor Giacomo, ricordato in quasi tutte le lettere, che riproduciamo, devotissimo a Mazzini e alla causa, considerato dalla Benettini e dai figli come uno di famiglia (3). Coi compagni di fede la Benettini continuò il lavoro non mai interrotto, sempre con lo stesso entusiasmo, anche quando i tentativi di riuscita naufragavano e le speranze dell'avvenire sembravano crollare. Se talvolta sostava
(1) Per quanto L'episodio sia noto, abbiamo creduto opportuno riferire il racconto dì mi testimonio cosi autorevole, per la ricchezza dei particolari non del tuffo conosciuti. Sullo stesso argomento, V. anche: BICE MAGLIANO PARETO, Un rifugio di Èmééi nel 18ó7> in Liguria Illustrata, a. 1014, n. 5, p. 312.
(2) Cristina Martini Favorì anche in altre circostanze la Tuga al Maasrinl. Per due volte lo acooiui>agnò nella Svizzera. Gh'ò spiega la gratitudine che 1*esule aveva, e per la madre e per la .figlia. Ritengo madre e figlia come le migliori amiche ch'io mi abbia in Genova . (Da una lettera Inedita a Giacomo Da Mele conservata in casa Martini, 10 settembre 1857).
(8) Bembra che il Damele abitasse anche nella stossa casa della Benettini, là cui aveva forse una camera in affitto. Era un modestissimo impiegato, uomo di non grande levatura, ma del quale Giuseppe Mazzini si fidava pienamente. In famiglia Martini, si hanno ancora alcnne lettere che il Mazzini gli Borisse.