Rassegna storica del Risorgimento

BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1923>   pagina <545>
immagine non disponibile

Una fida -seguace di Manzini 545
affranta era perchè la sua fibra, dopo tante scosse subite, incominciava purtroppo a cedere. Così, quando, nella fulgida pri­mavera del '60, la rossa falange garibaldina si apprestava a sal­pare dal lido di Quarto per le spiagge fragranti della sospirata Sicilia, la povera Carlotta giaceva gravemente inferma. E men­tre i baldi giovani d'Italia partivano fidenti, sotto lo sguardo lampeggiante dell'Eroe, il figlio suo, il suo Garlino, educato da lei nel santo amore per la patria e per la libertà, sosteneva una lotta terribile, fra l'affetto di figlio e il dovere d'italiano. Sono commoventi le pagine d'un breve diario, ch'egli scrisse in quei giorni: sono riboccanti di dolore, palpitanti di passione. Il gio­vane decide di partire, all'insaputa di tutti: ordina le sue carte, prepara una lettera d'addio. Ma non ha il coraggio di lasciare la mamma, senza vederla ancora, forse per l'ultima volta. Entra furtivamente nella camera di lei e la trova distesa sul letto, este­nuata, priva di forze : le parla, ma la malata non lo ode, non ri­sponde alle parole ch'egli le rivolge. Il povero Carlino si allontana con lo strazio nell'anima: pensa che la mamma, in quello stato, non avrebbe potuto sopportare il dolore ch'egli stava per darle, che, rimasta sola, senza neanche la Cristina, già maritata a Giacomo
Profumo (1), sarebbe forse morta, morta per causa sua Col
cuore in tumulto, decise di aspettare.
E quando la povera malata, l'indomani, lesse sul viso di lui la mal celata angoscia interna, lo interrogò, volle sapere, e, an­cora depressa dal male, ebbe la forza di promettergli che di fronte alla patria e all'onore B non si sarebbe opposta alla partenza: alla prima occasione, avrebbe anch'egli raggiunto i compagni. Il diario nota, di lì a pochi giorni: arrivo di un amico unico sopra la terra. li quale mi dà buone speranze e mi dice che presto si partirà . E facile imaginare quale fosse Vamieo unico sopra la terra e quale conforto potessero trarne il giovane Martini e la madre sua, che accolse di nuovo il fra­tello di fede nella casa ospitale (2). E a lui la Benettini affidò
(1) Cristina Martini andò sposa a Giacomo Profumo nel 1859. Poiché il Profumo, per 1 fatti del giugno del '57, era stato condannato in contumacia a dieci anni di galera, egli venne in Genova sotto falso nome, e il matrimonio si celebrò segretamente a mezzanotte.
(2) 11 Saffi- nota nei Proemi, che il Mazzini a metà di maggio del '60 vi­veva nascosto in casa di Carlotta Benettini, in salita S. Anna. Ivi, nel 1905,