Rassegna storica del Risorgimento

BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1923>   pagina <546>
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Bvelina Rinaldi
il suo Carlino, allorché questi, nell'agosto, potè partire per Fi­renze, ove si unì alla famosa brigata di Castel Pucci, al comando di Nicotera (1).
Con trepidazione materna, ella seguì il tiglio nei giorni av­venturosi trascorsi lontano da lei, fino alla spedizione nel ljtr poletano, di cui il Martini ci ha* lasciato sebbene frammen­tario un interessante l'acconto (2). Si andavano com­piendo intanto i destini d'Italia. L'impresa condotta da Gari­baldi aveva ormai il suo coronamento col riscatto del regno di Napoli e di Sicilia dalla tirannide dei Borboni, e, mentre la guerra stava per finire, Giuseppe Mazzini pensava già a prepa­rare le forze e gli animi per la liberazione di Boina e di Ve­nezia. Da Napoli, dove si era recato fin dal settembre col Saffi, col Cattaneo e con altri, scriveva, sul cadere dell'ottobre, all'a­mica devota in Genova: La guerra sta per finire. Ma voi do- vreste trasformare lo scopo e tirare avanti. Dovreste farvi collettrici per Venezia e Eoma. Jìicomincerò il lavoro per esse Le donne, quando vogliono sono eccellenti collet­ti trici (3). Ecco un nuovo programma d'azione per Carlotta Benettini e per le sue compagne. E ammirabile il lavoro com­piuto dalle donne, negli anni che seguirono la spedizione gari­baldina, rivolto specialmente secondo le direttive del Maz­zini a liberare Venezia. Mentre i dirigenti il partito d'azione fondavano qua e là nuove associazioni, coordinando i dispersi manipoli della democrazia militante, al fianco loro le donne, si riunivan pure in società e comitati, sostenevano la santità della
fu apposta la seguente epigrafe: In questa casa ospite occulto di Carlotta Benettini l'esule a vita Giuseppe Mazzini durante la spedizione dei Mille vegliava i fati della Patria.
(1) Sono note le vicende della Brigata di Castel Puoci e della parie ohe vi ebbe il Ricasoli.
Il Mazzini era in .Firenze dal mese di loglio.
(2) La Brigata di Caslel Pucci, sebbene giunta nell'ultima fase dell'epopea garibaldina, si distinse mirabilmente netla battaglia del 1. ottobre.
In una lettera ohe Carlo Martini scrìve alla madre, si fa appunto la de­scrizione di quella giornata; il Martini esalta il valore di Garibaldi e dice che anche la propria sorella Cristina partecipò alla lotta, incoraggiando e concer­tando i combattenti.
Questa notizia ci fa confermata dalla figlia di lei, sig.ra Emma Profumo.
(3) V. Lettera XIV.