Rassegna storica del Risorgimento

BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1923>   pagina <555>
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Una fida seguace dì Mazzini 555
l'ondeggiare dello spirito fra la speranza e lo sconforto, pur nella saldezza di una fede incrollabile; gli slanci d'amore e gl'impeti di sdegno, quando egli sente l'anima della patria pal­pitare con l'anima sua, o quando vede l'Italia indifferente e ne­ghittosa, di fronte alla santità dello scopo da raggiungere. L7 esule antico invece vicino o lontano, lavora sempre. Mentre medita pensoso e triste sulle, sorti del paese (1), dopo il fallito tentativo di Genova del '57, segue con ansioso in­teresse l'andamento del processo contro i congiurati, favorisce con tutti i mezzi i profughi cospiratori (2), molti dei quali si uniscono a lui nell'ospitale Inghilterra, aiuta con articoli e con denari la stampa liberale italiana, specie l'organo genovese L'Italia del Popolo , efficace propagatore delle sue idee. Lo sorregge più che può, finché può, contro gli attacchi del governo piemontese sobillato dalla Francia (3), attacchi fattisi più vigo­rosi dopo l'attentato dell'Orsini e che finiscono col ridurre il giornale al silenzio (4). Il Mazzini continua la campagna col Pensiero e Azione , pubblicato settimanalmente in Londra, e raccomanda ai compagni che ne favoriscano la diffusione anche in Italia. Campagna rivolta allora come è noto ad impe­dire un'alleanza con la Francia e ad ottenere una guerra com­battuta solo dal popolo italiano, senza la partecipazione di Gasa Savoia. Ma quando, tramontata ogni speranza di ima patria re­denta dalla propria virtù, Giuseppe Mazzhù vide irrevocabile l'intervento della Dinastia e le armi d'Italia scendere in campo con quelle di Francia, dopo aver assistito ai primi scontri glo­riosi tacendo la sua fede , in un'attesa diffidente e pur at­tiva, alla notizia del trattato di Villafranea, arse di sdegno e di dolore. Sdegno e dolore, che effuse in una lettera all'amica Be-
(1) V. Scritti Editi ed Inediti di G. Mazzini, od. Duelli, voi. IX La Situazione . pag. 201 e seg.: e Ai giudici pag. 342 e seg.
(2) Lettere II, IH, V alla Benettini.
(3) V. Lettere IL. EV, VI, VII, Vili.
(4) Si legge nell'ultimo numero del 28 agosto 1858: Le condizioni nelle quali siamo da qualche tempo, lo stato di lotto, non lotta di polemiche con avversari, ma col governo, che trova molesta la nostra voce ed ha rivolto tatti i suoi sforzi a farla tacere ad ogni patto, costituisce uno stato di cose anormale, per modo ohe non poteva durare. Sequestri, inulta, prigionie dei nostri gerenti; i fastidi, le care eco.