Rassegna storica del Risorgimento
BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1923
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pagina
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561
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Una fida seguace di Mazzini 561
< ci ravvicina i contadini.... (1). Il partito esiste numeroso e
< dappertutto, la monarchia è sfasciata (2). Ma, in mezzo all'entusiasmo fidente, ecco risuonare la nota triste: * Non posso a meno, cara Carlotta, di dirvi che, predicando sempre per dovere queste cose, comincio a diffidare dei nostri. Hanno fi-
nora minacciato molto, realizzato poco (3). Così, nel marzo
del 68; e in una lettera del '69: gl'italiani non hanno coscienza
della propria forza, né del proprio dovere calcolano, calco-
lano, calcolano (4).
H Mazzini, pervaso da fervore mistico, accusa dell'inettitudine dei suoi la propaganda materialistica: lo dichiara all'amica Carlotta e, con un certo accoramento, biasima con lei l'opera di Marietta Serafini, che pure aveva sempre lavorato al suo fianco. E il frutto dell'antica schiavitù e del materialismo che anche la nostra Seraf [ini] si diverte a predicare (5).
Forse la sua mente meditava fin d'allora lo scritto ch'egli di poi compose: Dal Concilio a Dio Intanto l'Alleanza Bepubblicana continuava a diffondersi, nonostante le persecuzioni del governo: è questo anzi il momento, in cui il partito acquista tale forza e tale vigore da sembrai' destinato al trionfo. Il Mazzini attende al lavoro con lo stesso instancabile zelo, come si manifesta nelle due lettere del 1870, anteriori alla tentata insurrezione dell'agosto (6). La seconda, di questo stesso mese l'unica edita della serie contiene un quadro di ciò che l'Apostolo intendeva per repubblica.: egli raccomanda caldamente all'amica che ne spieghi il significato alle popolane di Genova, nell'opera delle quali riponeva molta fiducia. Svolge
(1) Lettera XXVIII.
(2) Lettera XXX.
(3) Lettera XXVII.
(4) Lettera XXX.
(5) Lettera XXX. Per l'opuscolo pubblicato allora dalla Serafini e l'impressione del Mazzini, vedi nota alla lettera.
(B) Lettera XXXI, XXXII. La lettera XXXII fu pubblicata dal prof. Fedele Farri (Sordello), nella Rivista dì G. MAGOAGGI V Italia del Popolo , anno li, N. 13, maggio 1922, p. 7. Abbiamo creduto bene riportarla ugualmente, e per non alterare la raccolta, e perchè la rivista citata non ha grande diffusione fra gli studiosi.