Rassegna storica del Risorgimento
BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1923
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pagina
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562
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562
Evelina Rinaldi
così l'argomento che aveva succintamente abbozzato, in altra lettera dell'anno precedente (1).
Dalla fortezza di Gaeta abbiamo come accennammo un solo scritto all'amica Benettini (2): appena uscito di carcere, il Maestro raccomanda a lei, come ad altri compugni, che, e> nendo egli in Genova per breve tempo, evitino dimostrazioni popolari in suo onOie (3). È la nota amara che già risuonò nelle lertere del '61 e del '66, delle quali sopra dicemmo: soffre, nel profondo dell'anima, per una liberazione, che è frutto di clemenza regia . E attraversa, misteriosamente, piti che può, quasi tutta l'Italia, finché riposa nel caro rifugio di Villa Tanzina , dove riprende l'amichevole corrispondenza con la buona Carlotta.
Argomento importante, del quale si tratta con insistenza in tre delle ultime lettere, è quello che il Mazzini chiama: l'affare Oastiglioni . Sembra che Carlotta Benettini e Giacomo Da Mele avessero lanciato accuse ingiustificate contro il compagno di Mazzini, relativamente alla condotta da lui tenuta nel tentativo dell'agosto. Il Maestro vivamente lo difende, e, mentre esprime il proprio dolore per l'accaduto, rivolgendosi all'amica di Genova, la sua voce assume a momenti per la prima volta con lei un'intonazione recisa, quasi dura (4). Egli accenna pure al nuovo lavoro di propaganda, al quale si accinge: la Bonia del Popolo , fondata nel febbraio del 1871 (5), e chiude come vedemmo già la corrispondenza con la lettera del 12 febbraio 1872, (6) preannunziante quasi nella sua tristezza affettuosa l'avvicinarsi della morte.
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Le lettere che riportiamo sono tutte scritte secondo l'uso del Mazzini su piccoli, sottilissimi fogli di carta velata, con inchiostro assai resistente al tempo e in caratteri abbastanza chiari e leggibili. Portano generalmente notato, nella pagina
(i) Lettera XXVIH.
(2) Lettera XXXUI.
(3) Lettera XXXIV.
(i) Lettere XXXlV, XXXV, XXXIX,
(5) Lettera XXXIX.
(6) Lettera XL.