Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; GIORNALISMO
anno <1914>   pagina <837>
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UH periodico enciclopedico bolognese del ttcoh XVl/i 37
Osserviamo OD po' du vicino i principali compilatori del pe­riodico. In essi fervono tutti i sogni, tutte le speranze dell ge­nerazione die si desta.
at. una lanugin bionda appena vela il mento a questo ca­pitano della sconciatala bolognese ] gridavano come energumeni, verso il Eistori, certi giornalisti parrucconi dei confini tirando pei capelli la verde età del capitano e ponendola tra gli altri motivi di scredito. Giovanissimo era infatti il Ristori, ma buona giovinezza era la sua, non priva di illusioni, ma ricca d'entusiasmo è di fiere virtù. H pensiero ribelle si era in lui venuto formando a mano a mano sotto la forala dei vecchi maestri dispotici che, rafforzando negli scolari l'amore per la propria pelle, ottenevano, in apparenza almeno, obbedienza e ossequio. Il Bisturi, a questo proposito, ci racconta un fatterello curioso. Era il tempo in cui il 'Bettinelli, con le sue Lettere virgiliane e inglesi, si era latto porre tra gli eretici da tutti coloro, ostali per carattere o per edu­cazione, a quell'invadente mania demolitrice. T7n mio maestro narra dunque il Ristori mi ordinò un epigramma, di cui mi detto il senso, contro l'autore di un libro nuovo intitolato: 10 -Let-j tere di Virgilio dagli Elisi. Io lo misi in latino con 7 spropositi maiuscoli, per cui mi guadagnai 7 orribili staffilate. Piangente è arrabbiato, incontro il vecchio aw. Marchi, gran letterato, e gli domando chi sia questo sciagurato scrittore per cui mi avevano cosi villanamente battuto: egli mi disse che era un certo bello spirito, un certo gesuita Bettinelli, un certo letterato da pochi soldi, che disonorava la nostra7 letteratura e dalle cui massime era d'uopo guardarsi come da quelle dì un eretico. Tra le critiche e le spalmate, ni' invogliai talmente di vedere il libro che non ebbi posa finché non Pebbì trovato. Io lo lessi con un piacere inespri­mibile, con una vera soddisfazione. Cominciai allora a pensare, è gustai della segreta vanagloria di credere il mio maestro un pe­dante, ma non lo dissi a nessuno per paura dello staffile .*
Come pel Bettinelli, in cui il '700 avvertiva il linguaggio della
I* Y. Mem. tM 1874, n. 29, p. 237.
G. RISTORI,, <M letterari, Venezia,. 1797, voi. IV, p, 760 e scg.