Rassegna storica del Risorgimento
BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1923
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pagina
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573
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Una fida seguace di Mazzini 573
IX
Amica,
Beco vi le linee che mi chiedete. Mi duole assai assai della perdita, per voi, e pel paese. Vorrei averla (averlo) conosciuta (conosciuto) personalmente. Quanto a lui, strano che non venga mai spoutaneo ad un solo il pensiero di lasciare la sua fortuna alla Causai Ma è inutile. Lo facevano i primi Cristiani. Noi non siamo a quel punto.
Avete nuove di Cristi Io non so nulla da un pezzo. Fui male in salute: ora sto meglio. Mandai giorni sono un disp[accio] telegrafico] al Big. G[iacomo] Lo ebbe? Lavoro, e vedremo. Ma il pasticcio è grave, e i nostri deboli assai Vogliate sempre bene al vostro
Gius.
5. 59 [Londra]
I I I X I
Amica,
E un secolo ch'io non vi scrivo; ma non vi dimentico mai. Non vi scrivo perchè non v'è nulla da scrivere. Il popolo di Genova mi pare morto. Gli operai m'hanno lasciato in assoluto abbandono. Scrissi due volte, e in una pregava d'una commissione per Pontedecimo che m'importava. Non so se le mie giungessero, ma non ebbi un sol cenno di risposta. Non so neppure più come o a chi mandare il giornale (1). Nessuno se n'è occupato: ed evidentemente non [se] ne curano. La pace di Villafranca avrebbe dovuto produrre un incendio e non ha prodotto che l'indirizzo placato borghese. Il popolo dovea radunarsi in piazza e votare il suo dico al re: Sire, i nostri non andarono a versare il loro sangue per darvi la Lomb[ardia], ma per fare una l'Italia, con voi o senza voi. Lacerate il trattalo di Viilafranca, o faremo da noi (2). H popolo dovrebbe arruolarsi per andare a sten-
(1) Il giornale è evidentemente il Pensiero e Azione . fondato a Londra, dal Mazzini, dopo cessata la pubblicazione dell' Italia del Popolo .
(2) V. Lettera di Q. Mazzini a Vittorio -Emanuele. Scritti Editi Inediti, Voi. X, pag. 391 e seg.