Rassegna storica del Risorgimento
BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1923
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pagina
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585
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Una fida seguace di Mazzini 585
Fate voi pure e le amiche e gli amici quanto potete pei* quella via.
Bicordatemi a Cristina e al marito.
Ricordatemi a Carlino, QY ingenuo se lo vedete, al signor Giacomo.
E vogliatemi bene. Vostro sempre.
Non mi dimenticate colla Caterina e colla Battifora (1) se è in Genova, come suppongo.
[Lugano] 3 giugno [1863]. I XXIII I I
Carlotta mia,
Avete torto se credete che il mio silenzio voglia dire dimenticanza: non dimentico mai, e voi men ch'altri. Ma non sono più quel ch'era. Non posso scriver la sera senza nuocere alla testa, e nella giornata il mio lavoro è tale che non mi lascia tempo per gli amici: lavoro ingrato, ormai, dacché trovo terreno sterile e sul quale il senso morale è pervertito. Nondimeno, tiriamo avanti. I destini, non gli uomini, d'Italia sono per noi. Mi dicono che siete malata e non felice. Non so che dirvi se non che me ne duole profondamente e che se posso in qualche cosa giovarvi, son qui. Voi meritavate meglio. Io ho sperato due mesi addietro d'avvicinarmi a voi, ma non v'è stato modo e siamo rimandati a sei mesi. Vedremo allora. Intanto, una Convenzione umiliante, disonorevole per l'Italia è accolta con applauso o indifferenza dai più (2). Quanto a me, esauriti tutti i tentativi di conciliazione possibili (3), non avrò più che una parola sola, l'antica nostra Venezia comunque, e Berna con una bandiera repubblicana.
Che fa Caterina? Ohe fa la Battifora? Come vanno le cose con
(1) V, Lettere precedenti.
(2) La convenzione del settèmbre del 1864 tra V Italia o la Francia. Vedi scritti Editi ed inediti. Voi. XIV" La Convenzione , pag. 50 e seg.
(3) Intorno ai tentativi di conciliamone fatti dal Mazzini con Vittorio Emanuele, per affrettare un'impresa nel Veneto (1862-64), V. Ricordi e Scritti di A. SAFFI, Voi. VII, p. 49 e seg.