Rassegna storica del Risorgimento
BENETTINI CARLOTTA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1923
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pagina
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596
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596 Evelina Binateli
XXXV
[Genova ISEO, 20-25 ottolné],
OaraJCarlotta,
Arrivo e ricevo la vostra.
Se io v'ho espresso il mio dolore per l'affare Castiglioni, l'ho fatto appunto perchè v'amo, colia franchezza che s'usa tra vecchi amici. Anche Oastigl. è uno dei miei migliori amici e avreste dovuto stimarmi meno se non avessi sentito profondo rincrescimento per l'accaduto. Non dovrei mostrarlo con chichessia, fos-s'anche mia sorella, se accusassero voi presso me? (1).
Sarei venuto da voi, se non avessi ricevuto il telegramma della Venturi (2).
Martedì sera parto. Essendo il treno vicino a voi, m'è ver nuto in testa che sarebbe possibile di venire a pranzare assieme con voi quel giorno e veder la famiglia. Ma bisognerebbe pranzare alle tre e mezza e chi sa se Giacomo potrebbe esservi? Ditemi voi. Sapete che alle sei devo essere al treno.
Se per caso è impossibile aggiustar questo, allora bisognerà ch'io abbia il mio baulle qui da Daga [ino] per potervi mettere la mia roba: se ne avete ancora, ciò che or non ricordo, la mettereste dentro; ma sopratutto il famoso pacco delle sere, un volume inglese di Byron che devo aver lasciato etc.
Ben inteso, spero in ogni modo vedervi qui.
Quanto al segreto, m'affido nella vostra provata amicizia* Mi spaccherei la testa piuttosto che assistere ora a una dimostrazione.
Addio, cara Carlotta. Affetto a tutti di casa. Vostro
(Mun(ja la data affatto). QlUSL
XXXVI I
Gara Carlotta,
Son qui; malaticcio per la dimostrazione della sera e per gli amici il giorno dopo in Milano. È inutile. Sento di non poter piti reggere a quel genere di vita-
(1) V. lettera precedente.
(2) Emilia Astìrarst-Venturi.