Rassegna storica del Risorgimento

1874 ; DESTRA STORICA ; MINGHETTI MARCO
anno <1923>   pagina <603>
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La Destra e le elezioni del 1874 nel pensiero ecc. 603
cammino da percorrere (1). Il Minghetti avrebbe desiderato giun­gere al pareggio gradatamente, senza scosse troppo brusche; mentre il Sella e i suoi amici invocavano ebe se ne affrettasse il conseguimento. Dopo molte incertezze il capo del governo finì per presentare alla Camera una serie di leggi che investi­vano il problema capitale. Ma i nuovi provvedimenti fiscali su­scitarono vivissimo sdegno nella Sinistra storica che si oppose compatta, mentre l'estensione della privativa dei tabacchi alla Sicilia metteva in orgasmo la deputazione dell'isolarli progetto di legge per l'avocazione allo stato di quindici centesimi di so-vraimposta sui fabbricati passò con due soli voti di maggio­ranza, ma quello sugli atti non registrati fu respinto per un voto nello scrutinio segreto!
Il Ministero presentò le dimissioni, che, non accettate dal sovrano, resero inevitabile l'appello al paese (2).
Il 20 settembre 1874 venne filmato il decreto di scioglimento della Camera e furono fissate le elezioni generali per l'8 e il 15 novembre.
ITra i componenti il partito moderato pochi seppero preve­dere la bufera che stava per scatenarsi. Soltanto coloro che se­guivano con occhio vigile l'andamento della politica interna 6 si mantenevano al corrente delle nuove tendenze e delle nuove aspirazioni erano riusciti a penetrare il lento trasformarsi dello spirito pubblico. I più, chiusi nel loro esclusivismo, infervorati nei loro vecchi postulati e nei loro disegni di ricostruzione e di riforme amministrative e tributarie, si mostravano sdegnosi d'ogni
(1) li 3 febbraio 1874 Raffaele Do Cosare così scriveva da Roma al conto Capitelli, allora prefetto di Bologna: Qui la politica cede il posto al car­nevale. Lo Sòialoia è in pericolo per la sua benedetta legge, e sarà proprio un miracolo se la condurrà a li non porto. 11 Ministero poco si raccapezza. Minghetti oscilla, temo, spera e non sì decide a volare o a posare. Del con­nubio oca non si parla; si discorre molto d'un pranzo, così detto di concilia­zione, dato l'altra sera dall' Artoni, e al quale intervennero il Minghetti, il Visconti, il Sella, il .kauza, il Castagnola e il Biancheri. Clio ne pensate voi.? Fra unii conciliazione col Sella, olio andrebbe alle Finanze, e un connubio col Mezzanotte, preferisco il Sella . Raccolta eli letteredi uomini politici, voi. VI, Arch. privato Cnpitelli-Quazza.
(2) V. BISKSEZIO, Il ragno di Vittorio Emanuele II, (Trentanni di vita italiana), Torino, RonxrFraasatì, 1805, voi. Vili, oap. VII, pag. 449 e segg.