Rassegna storica del Risorgimento
1874 ; DESTRA STORICA ; MINGHETTI MARCO
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1923
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608
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608 Romolo Qiiazza
lo spirito di conservazione lo spinse a far uso di tutte le armi buone ) cattive, oneste e disoneste, legali e illegali. Non bastando le istigazioni e gli incitamenti a fronteggiare i sistemi adottati dagli avversari, ricorse agli allettamenti, alle promesse, alle minacce (1). H prefetto Gadda a Roma fece inscrivere d'ufficio nelle liste elettorali 14(51 impiegati senza curarsi affatto di farli cancellare dalle liste dei rispettivi collegi. Una circolare autorizzava i funzionari a servirsi per le elezioni dei fondi casuali, e, occorrendo, a richiederne altri d'urgenza al ministero. L'intendente di finanza di Gonio mandò ai suoi dipendenti la nota dei candidati per i quali dovevano adoperarsi, sotto pena di essere qualificati impari ai loro doveri di pubblici funzionari!
Il terrore che ispirava in molti l'avvento della Sinistra al potere era immenso. Qìì uomini della Destra, in generale, abituati a confondere le sorti del proprio partito con quelle della Patria, consideravano U proprio tramonto come una irreparabile sciagura nazionale.
L'8 novembre furono convocati i comizi; ma mentre nella maggior parte dei collegi la piena battaglia si combattè con accanimento, in non poche città- fu scarso il numero dei votanti in confronto degli inscritti. A Milano su 9000 soltanto 3000 si recarono alle urne; a Firenze sopra 8098 soltanto 1860!
I ballottaggi, fissati per il 15 novembre, furono innumerevoli. L'esito della prima votazione non corrispondeva alle speranze del capo del governo e a quelle dei suoi amici. Specialmente M Lombardia e le province meridionali avevano ingrossato le liste dell'opposizione, la quale si arricchiva inoltre di alcuni elementi schiettamente repubblicani, come Aurelio Saftì e Felice Cavallotti. La stessa Roma, proclamando nel I e V Collegio il trionfo di Garibaldi (2), pronunciava la sua condanna
(1) Alcuni giornali del tempo non mancarono di denunciare Io promesse eli grandi lavori e le minacce di punizioni l'atte dai prefetti e da nitri ufficiali governativi.
(2) A Roma, quantunque il prefetto Gadda avesse spiegato tutta la ama attività perniile riuscissero n puh noi scrutinio, neasnno dei candidati della Destra potè prevalere; soltanto dalla elezione-eli toallottaggio usci vincitore l'onesto e probo ebreo AJaferi. 11 trionfo di Garibaldi ravvivò l'entusiasmo dei democratici suoi partigiani e l'inno di itti, scrive il Vigo, risonò più frequente, richiesto con cojda insistenza nei pubblici ritrovi, nei teatri} nei pò-