Rassegna storica del Risorgimento
1874 ; DESTRA STORICA ; MINGHETTI MARCO
anno
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1923
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pagina
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609
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La Destra e le elezioni del 1874 nel pensiero ecc. 609
contro la politica ministeriale. Fra tante delusioni amarissime l'ottima condotta delle antiche province e quella del Bolognese costituirono per il presidente del Consiglio viro argomento di conforto. Sopratutto il contegno della provincia di Bologna gli recava la gioia piti schietta e più profonda. Marco Minghetti, manifestando la sua compiacenza e la sua gratitudine al prefetto, conte Guglielmo Capitelli, che aveva saputo comportarsi con tatto e con grande abilità durante tutto il periodo della vivacissima lotta elettorale, non sa trattenersi dal prorompere:
la mia città mi lava essa stessa da quel brutto insulto
tante volte scagliatomi dall'opposizione quando mi chiamava il reietto di Bologna; e l'importanza politica del voto, è apparsa a tutta Italia (1).
L'azione svolta dal prefetto politico della metropoli emiliana era stata invero sagacissima. Colla sua attività instancabile, col suo tatto finissimo, col suo ingegno non comune e sopratutto colla sua sapiente moderazione, riconosciutagli anche dagli avversari, egli era riuscito a scuotere dal torpore i vecchi sostenitori e amici del governo e, stringendoli attorno al Comitato Oòdronchi, poi Malvezzi, indurli ad un'opera disciplinata, concorde e proficua. In città erano state così appianate tutte le difficoltà, sopiti i rancori personali, le invidiuzze e le mal celate gelosie. In campagna, seguendo i preziosi suggerimenti di Ludovico Berti, aveva fatto appello ai sindaci, ai segretari comunali, ai medici, ai maestri, ai pretori, ai dispensieri di sale e tabacchi, per ottenere notizie sicure enea le tendenze e gli umori prevalenti nel corpo elettorale. Sdegnando di ricorrere alle consuete informazioni dei delegati di pubblica sicurezza e dei carabinieri, aveva evitato di urtare le suscettibilità degli avversari. >
Vero è che nessuno dei tre candidati moderati di Bologna riuscì eletto a primo scrutinio, ma le speranze per il buon esito della seconda votazione non potevano essere più fondate e più
polari festeggiamenti. Goal aneli Roma parve disapprovare nelle elezioni il programma del Governo e grandemente se ne compiacquero i cloricnli i quali stamparono esser questa una lezione giusta e meritata ohe gius tifi cava le parole di Terenzio Mamiani: a Roma non esservi posto ohe per il Papa o por Cola di Rienzi . Op. cit., pag. 394
(1) Lett. di Marco Minghetti al Capitelli del 12 novembre, già oit.