Rassegna storica del Risorgimento

1874 ; DESTRA STORICA ; MINGHETTI MARCO
anno <1923>   pagina <612>
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012 Romolo Qnasiea
non aveva avvertito il grado di impopolarità a cui era ormai giunto (1) e si ostinava a ricercare soltanto nel!'atteggiamento del partito borbonico e clericale le ragioni della rivolta degli spiriti nell'Italia meridionale! Ottimista per temperamento il Minghetti aveva sperato fino all'ultimo in un trionfo completo: del suo partito. Yero è che soltanto dall'esito dei ballottaggi si sarebbero potuto trarre pronostici decisivi per l'avvenire della Destra, perchè la metà dei collegi rimaneva ancora in sospeso; ma se anche si fossero mantenute le proporzioni di numero ri­velatesi l'8 novembre, il governo avrebbe potuto contare soltanto su 290 voti favorevoli e 220 contrari. Questo rni pare, escla­mava non senza amarezza il Minghetti, il risultato probabile; risultato ben lungi dalle speranze e sopratutto dai desideri . Egli avrebbe voluto una maggioranza di 150 voti; in caso di­verso avrebbe preferito anche di restare in minoranza di 100 voti! La cosa almeno sarebbe stata ben netta. La Camera nuova sarebbe stata poco diversa dalla precedente: migliorata alquanto nel numero e sopratutto nella esclusione degli incerti; ma assai peggiorata per il fatto che l'opposizione si accentuava sotto una forma regionale. Questo era il pericolo più grave sul quale bi­sognava vegliare giorno e notte (2).
L'uomo di Stato intuiva che si stava aprendo nella vita politica italiana un nuovo ciclo con speciali tendenze che, ac­centuatesi poi a mano a mano, diedero al periodo storico suc­cessivo un'impronta particolare. Difatti per la prima volta nel 1874 gl'italiani parvero affrontare la lotta elettorale colla per­suasione che la grande epopea nazionale fosse compiuta, e che l'èra dei pericoli e dèi sacrifici fosse chiusa. Le questioni poli­tiche cedettero il posto a quelle economiche, le quali avrebbero recato notevoli vantaggi se non avessero in molti casi nascosto meschine preoccupazioni personali e locali. Ritornarono insistenti, con grave scandalo e turbamento dei migliori, i nomi collettivi di deputazione meridionale, toscana, piemontese, ecc.; rivissero le tendenze municipalistiche e le consorterie attorno ai capi più autorevoli. La Camera si divise in due parti; nell'una prevale-
(1) Del resto, coinè diceva Cavour, e legge generale che gli uomini che siedono al governo non si avvedono mai quando diventano impopolari: la è una grazia di Dio, che hanno i ministri, come i mariti Cfr. ARTOM, Cavour in Parlamento, Introdnz;
2) Letk del Minghetti Jjj Capitelli del 12 novembre, già oifc.