Rassegna storica del Risorgimento

1874 ; DESTRA STORICA ; MINGHETTI MARCO
anno <1923>   pagina <613>
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La Destra e le elezioni chi 1874 nel pensiero ecc. 613
vano i deputati del nord, nell'altra quelli del sud. Siffatta con­dizione di cose rivelava l'esistenza di un male profondo e grave, cui urgeva assolutamente portare rimedio (1). Sarà difficile in questa Camera, concludeva il Minghetti nella sua lettera al Ca­pitelli del 12 novembre, condurre a termine riforme sostanziali tributarie e amministrative; bisognerà vincere prima la legge di pubblica sicurezza e poi volger la prora al pareggio. Sarà di somma importanza curarla: molto, governare gli elementi, tenerli saldi, insomma adoprar tutti i mezzi che il Lanza purtroppo aveva trascurato, sciupando una Camera, che in origine era buona. Questi sono i pensieri che mi vengono all'animo, e che le comunico al tutto confidenzialmente. È l'amico, non il mini­stro che le scrive (2).
La votazione del 15 novembre recò nuove delusioni al Go­verno che vide rafforzata ancor più l'opposizione e ridotti i de­putati ministeriali a soli 275 (3). Il tramonto della Destra era ormai ineluttabile e la sua vita dal 23 novembre 1874 al 18 marzo 1876 non poteva che essere fiacca, stentata e incerta. La legge dei provvedimenti eccezionali di pubblica sicurezza, ne affrettò la catastrofe. Troppi rumori, troppi pentimenti aveva lasciato dietro di so quella memorabile discussione (4), voluta intempestivamente dal Minghetti.
(1) GOTCCIOLI, 0p c, pag. 22 6 seg.j MASSELLI, Op. di., pag. 5.
(2) Lett. di M. Minghetti al Capitelli del 12 novembre, già cit.
(3) Nella provincia di Bologna, sa otto candidati ministeriali riuscirono vincitori sette. L'ottavo era lo Zanolini che battè il Panzacchi. La vittoria si dovette alla operosità della parte liberale e moderata raccoltasi nel Comitato Malvezzi, già Codronobi, e all'indirizzo savio e imparziale dato dal prefetto Capitelli alla pubblica amministrazione.
Caduta la Destra il Capitelli, come il Gorra, il Montini, il Gadda e il Torre, diede le dimissioni da prefetto, e partì da Bologna l'8 aprile 1876. Aveva tenuta la prefettura con plauso generale. Sdegnò sempre le vie oblique; in lai il pensiero corrispondeva alla parola e gli atti a questa e a quello. Lasciò la citta in ottime condizioni e anche la provincia, mentre l'aveva tro­vata nel 1873 in condizioni poco meno ohe deplorevoli, il partito moderato era quasi sepolto, e non osava aspirare al risorgimento, l'amministrazione con­fusa e negletta, la quiete pubblica e la calma politica assai precaria per il contegno dei repubblicani, il Capitelli riordinò l'amministrazione senza forti scosse ma con pazienza e con accorgimento; la quiete negli spiriti divenne normale, le ire dei partiti scemarono e il partito moderato col Minghetti alla testa stravinse nelle elezioni politiche e amministrative.
(i) Vedi Atti Parlamentari 1876.