Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; ROMA
anno <1923>   pagina <618>
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Emlio Michel
I documenti manoscritti raccolti con grande amore e dili­genza sono in minor numero autografi e originali: i più, invece, trascritti fedelmente dal benemerito raccoglitore, che si diede anche premura di notare più volte sui medesimi di averli lui stesso diligentemente collazionati di sugli originali.
Fra i gruppi più cospicui di documenti autografi si trovano quelli appartenuti ai cardinali Leonardo Àntonelli, Antonio Du-gnani e Giovanni Francesco Falzacappa, fratello dello stesso Buggero.
Dal 1748 al 1789. I
Per il periodo dei Principi riformatori, dal trattato di Aqui-sgrana alla Rivoluzione Francese, debbono essere ricordati tra gli altri una memoria per il cardinale Sanseverino, ministro plenipotenziario di Francia nello stesso Congresso di Aquisgrana, datata: Roma 8 giugno 1748, nella quale si domanda che il Du­cato di Parma e Piacenza non sia considerato feudo dell'Impero ma sia invece restituito alla Chiesa; numerosi documenti circa le controversie fra Papa e Imperatore in materia ecclesiastica, circa gli ordini religiosi nella Lombardia austriaca (Voli. V, vii, XI, etc), le simili contro ver sie in materia ecclesiastica tra le Corti di Napoli e di Parma e la Curia romana (Voli. V, XXX VI) e sopratutto la soppressione dei Gesuiti (1773). Fra i documenti, che si riferiscono a questo ultimo fatto di tanta importanza, si trovano una lettera di anonimo agente di Roma ad uu perso­naggio sopra un fatto avvenuto a Frascati relativamente agli stessi Gesuiti, le riflessioni delle Corti borboniche sul gesuitismo .contro la ritardata abolizione più volte promessa dal Papa, la relazione del Ministro di Francia al suo Governo intorno alla avvenuta soppressione, datata 16 marzo 1774; la copia di una memoria scritta di proprio carattere da padre Lorenzo Ricci generale della Compagnia (VE), Si collegano strettamente alla medesima soppressione altri documenti che attestano i miglio­rati rapporti fra la Curia di Roma e le Corti borboniche; cosi la lettera di (Dieinente XIV in forma di breve, a Ferdinando, re di Napoli, per ringraziarlo di aver restituito alla S. Sede i ducati di Benevento e di Pontecorvo e la lettera allo stesso Papa dì Ferdinando di Parma, nella quale esprime il suo con­tento per le restituzioni fatte alla Chiesa dai tre monarchi di