Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; ROMA
anno
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1923
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pagina
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620
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Wrilio Michel
Formano invece una cospicua raccolta (quattro volumi) le lettere e i dispacci (in copia) di mous. Ferdinando Saluzzo, nunzio pontificio in Polonia dal 1784 al 1794 Contengono minute notizie sulla Corte, trattano frequentemente di questioni religiose e accennano anche ai maneggi delle maggiori Potenze europee nelle faccende interne dello Stato, le quali, come è noto, condussero alle ultime spartizioni e alla distruzione dello Stato polacco (XL-XLHI) (1).
I Dal 1789 al 1808. I
I documenti che riguardano il periodo della Rivoluzione francese, com'è facile immaginare, sono molto più numerosi, specialmente quando, avvenuta la proclamazione della Repubblica e decapitato il Re, si fecero più tesi i rapporti fra la Curia Romana e il Governo di Parigi. Frequenti, specialmente pel 1793, le circolari, gli editti, le notificazioni del Cardinale Segretario di Stato, Francesco Saverio De Zelada, per proibire adunanze popolari, per raccomandare la pubblica quiete, per impedire ammutinamenti contro gli stranieri e particolarmente contro i francesi (XXXYI). Meritevoli di ricordo le disposizioni date nei primi giorni di quello stesso anno, nella possibilità di una invasione dello Stato Pontificio, le lettere del Makau, console Fran-
famigerato avventuriero e posseduto dalla Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele (li Roma. Intorno al Balsamo fofr*: È; 'GÀI. vi, Bibliografìa di Roma nel Risorgimento, Tomo 1 (1789-1846), Roma, E. Looscher, 1912, pp. 37-88 da n, 598 a 626.
(1) Ferdinando Saluzzo nato nel 1744 a Napoli ~ fu prima vico,legato a Ferrara, poi nel 1784 arcivescovo di Cartagine e nunzio di Polonia, più tardi nel 1796, tenne la presidenza .d'Urbino e si trovò coinvolto nelle vicende della prima invasione francese. Nel 1801 fu creato cardinale. Inaspriti di nuovo i rapporti tra la S. Sede e la Francia, fu obbligato a recarsi a Parigi e nell'anno successivo (1810) relegato a Sèdau perchè non aveva assistito al secondo matrimonio dell'Imperatore. Alla restaurazione, ottenne la prefettura del Buon Governo. Morì nel 1816. Della sua missione in Polonia così scrive il Moroni: Nelle politiche e gravi vicende di quel regno tenne la più savia condotta. Amato dal Re e dalla Nazione, rispettato da tutti, con la sua prudenza e ac* cortezza sostenne il decoro della S. Sede, l'onoro della sua rappresentanza e gli affari ecclesiastici a lui affidati . Cfr. Dizionario di erudizione, atonco-cc-cksiasUcai voi. L Venezia, dalla tip, Emiliana, 1863,