Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; ROMA
anno <1923>   pagina <621>
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La Biblioteca VallioeUiana di Boma 621
oese in Napoli, per l'erezione in Roma del nuovo stemma della Repubblica, e alcune Osservazioni sopra la Oorte di Roma e di Toscana con la Francia del conte 0..... e del dott. Pignotti (aprile-giugno 1793).
In quegli anni, quando tutti i troni erano minacciati dalla rivoluzione, piti cordiali e amichevoli divennero i rapporti fra i cosidetti Governi legittimi : ne fa fede, fra gli altri, una nota di Roma (1 dicembre 1794) al Capo del Governo della Lom­bardia austriaca, nella quale si avvertiva che i professori Tam­burini e Zoli si erano recati nella Valtellina per attendere a una pubblicazione del parroco Guadagni contro l'opera del Bolgeni sopra la carità e l'amor di Dio e si soggiungeva che la loro dimora nella "Valtellina poteva essere nelle presenti circostanze assai pericolosa e nociva alla religione non meno che alla pub­blica quiete (XI, 154-155).
Si riferiscono agli avvenimenti successivi (1796), due let­tere di amoroso e imparziale cittadino al popolo bolognese e una del cardinale Andrea Gioannetti per ammonire sulla gra­vità dei tempi e per incitare i fedeli a invocare con suppliche e preghiere la protezione del Cielo, una lettera di anonimo a mons. Brina, direttore della Posta di Torino in Roma, circa gli avvenimenti guerreschi in Piemonte, la inazione del maresciallo Beaulieu, e le truppe piemontesi rimaste sole dinanzi a una po­derosissima armata di 70 mila nemici e obbligate all'armistizio (LXX V, 94-95), una biografia elogiativa del tenente generale Colli, battuto dal Bonaparte a Millesimo e a Mondovì nella medesima prima campagna d'Italia (XXXVI, 340), il carteggio tra mons, Pier Francesco Galleffi, ministro plenipotenziario del Papa in Firenze e i Commissari francesi Gareau e Saliceti e la conclusione di un trattato tra la Repubblica e il Governo Pon­tificio (XXXVI e LXXV, 104-113), un'informazione sulla rivo­luzione avvenuta nel 1797 a Sinigaglia (LXIV, 148), vari docu­menti relativi alla pace di Tolentino (LXXV, 96), tra cui un biglietto autografo del cardinale A, Mattei in cui è detto: Il trattato è segnato, ed in questo punto spedisco il corriere che renderà la notizia a V. E. Le condizioni sono durissime; e si­mili in tutto alla capitolazione di una piazza assediata. Così si è espresso il vincitore; ed io ho palpitato finora per la Santità di N. S., per Roma e per tutto lo Stato. Roma ò salva, e salva è la religione ad onta dei grandissimi sacrifizi che sì sono fatti.