Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; ROMA
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1923
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Ersilio Michel
e fecondi semi dello squallore della desolazione della discordia e solleciti della propria autorità e interesse hanno perfidamente tentato di alienare dalla Francia gli animi generosi e riconoscenti del popolo romano (XXXV, 1-16),
Scarsi sono i documenti della E accolta che si riferiscono al periodo della reazione. Vi sono, fra gli altri, le convenzioni stipulate tra i varii generali comandanti gli eserciti francesi e imperiali in Italia (LXXV, 183), la lettera di un anonimo, 30 settembre 1799, a sua sorella in Roma che dà notizie intorno all'incontro del generale Garnier con l'Ammiraglio inglese a Civitavecchia, all'abbassamento della bandiera francese sostituita dall'inglese e napoletana (LXX, 130-131), la notificazione della resa d'Ancona il 13 novembre dello stesso anno (LXXTV, 122), alcuni opuscoli a stampa circa le operazioni guerresche delle cosidette truppe di massa e vaine ritrattazioni di civili ed ecclesiastici che avevano aderito alla Repubblica ed avevano prestato il cosidetto giuramento civico. Merita di essere rammentata quella del dott. Antonio Franceschi, ministro dell'Interno, che termina la sua dichiarazione giurando odio ad una costituzione che non riconosceva nò religione, né culto, né voti e meritava l'esecrazione d'ogni cattolico e, mentre con chimerici ideali nomi di libertà e di eguaglianza seduceva i deboli, rendeva eternamente schiava l'anima (LXV, 120).
Nello stesso anno 1799, angustiato dai patimenti e già molto avanzato negli anni, moriva il pontefice Pio VI e, come è noto, non essendo possibile a Roma, il conclave si raccoglieva a Venezia. Vari documenti della Raccolta si riferiscono appunto a questi fatti: fra gli altri la lettera in copia del cardinale Ignazio Busca (Napoli, 18 ottobre 1799) per informare i colleghi della morte del Pontefice, le lettere di condoglianza ai Oardi-' nali in conclave dell'imperatore Francesco II e di altri principi e sovrani (XLXXVUI) e anche una lettera a stampa di padre Giovanni Pettini, delle Scuole Pie di Lucca a un ecclesiastico della Corte Romana dimorante in Venezia pel conclave, nella quale si dichiara pentito di aver aderito alle idee democratiche, eh* aver ricoperto pubblici uffici e di aver prestato il giuramento civico (XXX, 123-124).
Alcuni documenti di poco posteriori, riguardanti lo Stato Romano, hanno carattere e contenuto economico o amministrativo. Vi sono voti per la liberazione da varie servitù di terra,