Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; ROMA
anno <1923>   pagina <631>
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La Biblioteca Vatfàétifàna dì Roma 031
benga a Savona (LXIV, 178-203). Fra gli altri documenti si trovano indirizzi di fedeltà allocuzioni, editti per la riapertura di conventi e monasteri, la bolla di restaurazione della Compa­gnia di Gesù nel suo primiero stato in tutto l'orbe cattolico, le istruzioni impartite dalla Corte di Roma ai delegati di Fre­sinone, Pesaro, Perugia, Spoleto, Viterbo, ai quali viene estesa l'autorità di procedere sui delitti (XVIII, 55-56); ritrattazioni e memorie defensionali di ecclesiastici che erano stati esonerati dai loro uffici per cause varie ma sopratutto per adesione ai Governi democratici. Fra queste ultime è la ritrattazione auten­tica di Domenico Attanasio, vice-gerente di Roma, in doppio esemplare, e di Vincenzo Brenciaglia, (XVHI, 44-46), un me­moriale di mona. Gioacchino Tosi a Pio VII, nel quale si di­fende dalle accuse dei suoi nemici e afferma di aver abbando­nato la sua Diocesi di Anagni per quelle medesime circostanze per le quali 8. S. era stata obbligata ad abbandonar Roma pLV ili, 172-175), e una dichiarazione, nella quale quella parte del clero che aveva prestato il giuramento civico confessa di aver commessa una mancanza contraria al proprio dovere di eccle­siastici (XV, 85). Si debbono aggiungere alcune considerazioni sulla questione dei preti giurati e di quelli che avevano can­tato o assistito a funzioni propiziatici per Napoleone e anche alcuni documenti che stabilivano come contenersi cogli eccle­siastici riabilitati (XV, 89-98 e 112-123).
Maggiore importanza hanno i documenti che si riferiscono ai rapporti che il restaurato Governo Pontificio ebbe con gli altri Governi della Penisola e alla parte che esso prese al Con­gresso di Vienna. Vi sono lettere originali del cardinale B. Pacca ai col leghi porporati, perchè in vista del Congresso facessero se­gretamente pervenire le loro risposte ai quesiti: se convenisse man­dare un ministro pontificio a Vienna; se, negandosi la restituzione integrale dei territorii della S. Sede, si dovesse negare la sottoscri­zione al trattato; se potessero accettarsi compensi per Avignone e Garpentras, Benevento e Pontecorvo (19 luglio 1814). Non mancano le risposte, e particolarmente quelle del cardinale A. Dugnani, note diplomatiche del cardinale Ercole Oonsalvi, inviato, com'è noto, a Vienna come ministro plenipotenziario e altre co­municazioni dello stesso Pacca circa le successive deliberazioni del Congresso, e là protesta del Papa contro tutte le disposi­zioni deliberate a Vienna in pregiudizio della S, Sede e parti-