Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; ROMA
anno <1923>   pagina <632>
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Ersilio Michel
colarmente contro la non avvenuta restituzione di parte della provincia di Ferrara, di Avignone ed il Contado Venassino (XV, 177-197). , Ù V
Meritevoli di essere particolarmente segnalate sono varie note e lettere scambiate fra il cardinale Pacca, segretario di Stato e il cav. Zuccari, console napoletano a Eoma, accusato di non aver osservato i limiti delle sue attribuzioni e di aver- organiz­zato uno spionaggio, anche alle falde del Quirinale a van­taggio del Governo inuratiano (XV, 152-172, e LXXIV, 87); ed anche, per Panno 1815, una lettera, forse autografa, del cardi­nale Romualdo Brasehi a Pio Vii per invitarlo a desistere dal­l'idea di introdurre innovazioni negli Stati della Chiesa e so­pratutto a non procedere a una nuova demarcazione delle Le­gazioni (XV, 164rl65) (1), e un'altra, in copia, del cardinale A. Mattei al cardinal Oonsalvi, 17 ottobre 1815, nella quale, dando notizia del recuperato possesso della sua diocesi, dichiara di non poter approvare che sia stato tolto ai Pastori 1 antichissimo di­ritto di avere una forza armata (XV 111, 162-163).
Dal 1816 al 1849.
Nella maggior parte i documenti del primo periodo della Restaurazione hanno importanza economica, finanziaria e ammi­nistrativa. Alcuni riguardano le vendite dei beni ecclesiastici fatte dal Governo francese e i diritti dei creditori verso la Francia (XTTT, 49; XVI, 6; XXIV, 62; XXX, 202; LI, 172; età); altri i luoghi pii e gli stabilimenti di pubblica beneficenza. Meri­tevole di ricordo una lettera di mons. Luca Amici, vescovo di Ferentino al Cardinale Segretario di Stato, 5 novembre 1816, sopra l'organizzazione dell'Amministrazione pubblica, sulla giu­risdizione degli ordinari e dei tribunali ecclesiastici nelle materie di loro competenza (XV, 268), un carteggio tra il cardinal Oon­salvi e mons. Carlo Fioravanti, vescovo di Rieti, circa la fa­coltà accordata agli ecclesiastici di portare l'archibugio (XV, 270-288) e varie lettere ufficiali del cardinale Antonio Gabriele Severoli, Segretario di Stato, sopra i matrimoni fra ì militari,
(1) Il Cardinole Bruschi, corno scrive il Moronì (VI, 100), godeva di grande autorità anche pel fatto di aver concorso alla elozione di Pio YH e il suo consiglio doveva essere facilmente ascoltato dal Pontefice regnante.